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| Home > Materiali >Testi sull'orientamento >ISFOL, Verso un'ipotesi di profili professionali | ||||||||||
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ISFOL
Verso un’ipotesi di profili professionali per un sistema territoriale di orientamento PREMESSA In Italia, attualmente, non esistendo una prefigurazione condivisa
sui ruoli professionali degli operatori di orientamento, accade che
le figure preposte a tali attività siano professionalità
differenti, a volte provenienti da settori completamente diversi,
con competenze diverse, che devono adattarsi a ruoli e organizzazioni
poco chiari e poco consolidati. Per questo spesso, nella realizzazione
di attività che corrispondono a medesimi bisogni degli utenti,
non esistono orientamenti condivisi, o, viceversa, con la stessa denominazione
sono indicate attività diverse che richiedono anche diversi
ruoli professionali. Sulla base di tali considerazioni emerge con
forza l'urgenza di un modello di competenze e professionalità
condivisibile su scala nazionale. Il gruppo di lavoro è costituito da: Il lavoro del gruppo si è concluso nel Gennaio 2003 e il documento
è stato presentato nel maggio 2003. INTRODUZIONE La proposta del Gruppo di Lavoro ISFOL intende fornire un contributo
alla definizione di possibili profili professionali che si riferiscono
a figure dedicate presenti in diversi contesti organizzativi
(scuola, università, formazione professionale, servizi per
il lavoro, sportelli di informazione e orientamento) che con finalità
diverse erogano azioni di sostegno al processo di auto-orientamento
della persona lungo tutto l'arco della vita. Pur nella consapevolezza che l'attesa sociale va, presumibilmente, verso il riconoscimento di una figura unica, si ritiene come punto qualificante della proposta l'individuazione di almeno quattro ambiti di professionalità dedicate che hanno a che fare (a diverso titolo) con le attività e i servizi di orientamento. Tali ambiti differenziano almeno quattro macrotipologie di funzioni di supporto alla gestione e allo sviluppo di un potenziale meta-sistema territoriale di orientamento, intendendo con tale termine la messa in valore (ottimizzazione delle funzioni, condivisione degli obiettivi, coordinamento dei servizi, integrazione delle risorse) della componente di orientamento (insieme di attività e/o servizi erogati) presente all'interno dei diversi sistemi (scuola, università, formazione professionale, lavoro). In specifico, tre funzioni hanno a che fare con l'erogazione di interventi
rivolti direttamente all'utente (cioè di sostegno al processo
spontaneo di auto-orientamento della persona), mentre la quarta funzione
risponde a bisogni di analisi e progettazione delle azioni in una
logica di sviluppo sia intrasistema (nel rispetto della valorizzazione
delle mission specifiche e dell'autonomia di ciascun sistema) che
inter-sistemi (in vista della costruzione/condivisione di un
meta-sistema dedicato). Di seguito vengono delineate alcune caratteristiche di ciascun profilo
professionale, in riferimento alla funzione orientativa, alle macro-aree
di competenze, ai contesti organizzativi di riferimento.
Per quanto concerne in specifico le competenze, il contributo si limita
ad una prima analisi distintiva di alcune capacità concernenti
le diverse attività della singola figura (senza entrare
nel complesso di conoscenze che le sostanziano), in quanto ulteriori
approfondimenti specifici dovranno essere collegati ad attività
future di definizione dei sistemi di riconoscimento delle professionalità
maturate attraverso l'esperienza lavorativa (per gli operatori che
hanno già maturato la professionalità) e di progettazione
dei percorsi formativi in ingresso e sul lavoro (per coloro che vogliono
costruirsi li profilo professionale). a) area della Comunicazione intesa come capacità di
ascolto e decodifica, attenzione al genere, riconoscimento della specificità
dei target, ecc.; DEFINIZIONE DELLE PROFESSIONALITÀ DEDICATE I profili identificati sono i seguenti: 1) Una figura che si occupa dell'informazione finalizzata ai processi di orientamento (percorsi scolastico-formativi e opportunità lavorative); quello dell'operatore dei servizi di informazione è un profilo già in parte delineato anche dalla ricchezza di esperienze attivate in varie realtà italiane (Informagiovani, sportelli informativi di diversa denominazione, ecc.). La funzione dell'operatore dell'informazione orientativa
fa riferimento ad un ventaglio di attività di primo contatto
con l'utenza, quali: Tali interventi orientativi si propongono di potenziare un insieme di risorse da parte del target-bersaglio che hanno a che fare con la capacità della persona di attivarsi/ricercare, di confrontarsi con altri punti di vista, di decodificare/interpretare nuove conoscenze, di mettersi in gioco/simulare la spendibilità di abilità sociali finalizzate a sostenere momenti critici dei processi di transizione. Sono prevedibili due possibili collocazioni di questa figura: 1. all'interno di un
servizio di informazione funzionale all'inserimento in un sistema
(ad esempio, l'università oppure le strutture di formazione
professionale); in questo caso l'attività informativa è
specifica per "orientarsi" all'interno delle opportunità
offerte da quel sistema; Da sottolineare che nella descrizione di questa figura non viene presa in esame tutta quella componente di professionalità che ha a che fare con l'attività di back-office (reperimento delle informazioni, gestione di banche-dati, ecc.), in quanto è ormai ampiamente dimostrato dall'esperienza dei numerosi servizi informativi realizzati sul territorio nazionale che il problema della costruzione dell'informazione va collocato altrove, sia per esigenze di razionalizzazione della funzione sia per caratteristiche delle professionalità coinvolte. Le principali competenze distintive dei profilo fanno riferimento alle seguenti aree: a) area della Relazione
interpersonale per quanto concerne la capacità di gestire
un colloquio a finalità informativa, la capacità di
lettura della situazione di transizione (variabili oggettive personali
e di contesto), la capacità di attivare un piccolo gruppo centrato
su un compito informativo e/o sulla sperimentazione di abilità
sociali (esempio, la costruzione di un curriculum vitae); 2) Una figura che si occupa delle attività di accompagnamento in itinere dei percorsi (di scolarizzazione, di formazione, di ricerca del lavoro, di inserimento lavorativo, ecc.); questa funzione di orientamento risulta essere molto diffusa nei diversi sistemi ed erroneamente per molto tempo è stata inopportunamente sovrapposta alla funzione di sostegno ai processi decisionali (scelta scolastica e progettualità lavorativa). La funzione di questa figura è invece quella di tutorato/monitoraggio orientativo di un'esperienza in atto (ad esempio, scolastica o universitaria) o di una situazione/condizione in essere (ad esempio, il passaggio fra canali formativi o la ricerca dei lavoro). Nei diversi sistemi, infatti, si rendono necessarie azioni di accompagnamento delle situazioni in essere la cui finalità orientativa è connessa alla prevenzione di comportamenti inefficaci e alla pianificazione di strategie di ottimizzazione dei percorsi (formativi, di inserimento lavorativo, di monitoraggio della condizione di disoccupazione, ecc.). Si tratta di una figura
di tecnico dell'orientamento che opera in relazione ad un sistema
specifico (all'interno del sistema scolastico, nei percorsi di formazione
professionale, nei servizi di sostegno all'inserimento lavorativo
e di incontro fra domanda e offerta di lavoro). L'esercizio di questa
funzione richiede una profonda conoscenza del sistema in cui si opera
(scuola, università, formazione professionale, lavoro), sia
sotto il profilo delle finalità (competenze istituzionali,
normativa, mission di servizio, ecc.) che in termini di funzionamento
(organizzazione, contenuti, metodologie, relazioni, ecc.). Nella scuola, questa
figura può svolgere, ad esempio, attività di Nel sistema di formazione
professionale, questa figura può svolgere, ad esempio,
attività di: Nei servizi per il
lavoro, questa figura può svolgere, ad esempio, attività
di: Tali interventi orientativi
si propongono di potenziare un insieme di risorse della persona che
hanno a che fare con la capacità di attivarsi/ricercare opportunità,
di analizzare/pianificare percorsi, di mettersi in gioco/sperimentarsi,
di verificare/ripianificare alternative. Le principali competenze
distintive del profilo fanno riferimento alle seguenti aree: 3) Una figura che interviene a supporto dei processi decisionali in corrispondenza delle scelte scolastico-formative e della maturazione di progetti professionali verso il lavoro o sul lavoro; si tratta di un consulente di orientamento che, usando metodologie dedicate e strumenti diagnostici, è in grado di attivare un processo di rielaborazione delle storie formative/lavorative personali e di prefigurarne traiettorie di sviluppo coerenti con l'identità del soggetto e realistiche in termini di opportunità. L'attuale quadro di riferimento
operativo per questo tipo di figura è costituito da un insieme
di buone prassi che cercano di dare risposte ai bisogni di: Tale figura può
trovare spazio: Tali interventi orientativi
si propongono, globalmente, di potenziare un insieme di risorse della
persona che hanno a che fare con la capacità di confrontarsi/decentrarsi
sulle esperienze, decodificare/interpretare nuovi contesti, dare senso/significato
a nuove opportunità, mediare/negoziare desideri e realtà,
valutare/decidere fra alternative diverse, progettare/identificare
obiettivi, responsabilizzarsi/investire rispetto a nuove esperienze. Le principali competenze distintive del profilo fanno riferimento alle seguenti aree: a) area della Analisi
dei bisogni e delle risorse individuali relativa alla capacità
di lettura dei processi di transizione, ai comportamenti individuali
e sociali, alle influenze implicite ed esplicite, alle dinamiche personali
e relazionali; 4) Una figura di analista
di politiche e servizi di orientamento che ha a che fare soprattutto
con attività di: Questa figura si caratterizza
soprattutto per la sua capacità di: In termini di competenze è possibile fare riferimento alle seguenti macro-aree di risorse professionali: a) area della progettazione
di interventi complessi che comprende competenze di analisi del
contesto, di definizione delle priorità, di programmazione
degli interventi, di verifica dei risultati; IN SINTESI Per rendere più comprensibile la proposta, è opportuno sintetizzare alcuni assunti impliciti, in particolare: 1) l’individuazione di una pluralità di figure professionali dedicate non comporta l'assunzione di un rapporto di relazione gerarchica verticale fra le stesse; si tratta di ruoli e funzioni con finalità diverse che globalmente concorrono a sostenere il processo di autoorientamento di un ventaglio potenziale di interlocutori diversi (giovani e adulti, uomini e donne, studenti e lavoratori, occupati e disoccupati, disabili, immigrati, ecc.); 2) la collocazione di tutte le figure non è necessariamente da intendersi come organigramma di minima di un servizio dedicato di orientamento; è possibile infatti che in alcuni contesti/sistemi siano presenti solo alcune figure e quindi vengano erogate solo alcune funzioni/attività;. 3) le diverse figure
quindi trovano spazio sia all'interno dei singoli sistemi, sia in
strutture dedicate trasversali ai sistemi. Infatti, a titolo del tutto
esemplificativo, è possibile ipotizzare che: 4) la definizione di professionalità dedicate porta con sé il problema del riconoscimento delle competenze degli operatori già in servizio e dei percorsi di formazione sia finalizzati al completamento della professionalità dei lavoratori non immediatamente certificabili sia di preparazione dei nuovi ingressi nel settore; 5) la definizione delle figure professionali sulla base di macro-tipologie di funzioni (finalizzate a sostenere il processo di auto-orientamento) deve trovare una relazione con i criteri della organizzazione delle strutture/servizi di orientamento; non è possibile, infatti, separare il problema della definizione degli standard dei servizi da quello del riconoscimento delle competenze degli operatori dal momento che entrambi fanno riferimento ad una proposta possibile di articolazione delle attività di orientamento per macro-funzioni. PROSPETTIVE DI SVILUPPO Sulla base delle considerazioni appena svolte, il Gruppo di Lavoro ISFOL ritiene che si possano prefigurare diverse piste di lavoro per il futuro. Sarebbe utile infatti: 1) la messa a punto di un'ipotesi di un modello formativo completo che traduca i contenuti professionali in percorsi di formazione consoni con il modello di competenze proposto; 2) costruire e sperimentare, in collaborazione con una o più Regioni, una proposta di dispositivi di riconoscimento delle figure professionali (non necessariamente tutte e quattro); 3) progettare e sperimentare un percorso di formazione a distanza (per una delle quattro figure) che sia rivolto ad operatori interessati al riconoscimento della professionalità maturata sul lavoro ma non in possesso dei pieni requisiti; 4) progettare e sperimentare, in accordo con le Università, un master di primo livello (per la figura di tecnico di orientamento) e un master di secondo livello (per la figura di consulente di orientamento) da destinare a giovani laureati (laurea e laurea specialistica); 5) progettare e sperimentare un master per operatori con esperienza finalizzato a formare figure di analisti di politiche e di servizi di orientamento da realizzare in accordo con il Ministero del Lavoro, il Coordinamento nazionale delle Regioni e l'Università. NOTA: |
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