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Presentazione del saggio

 

Maria Luisa Pombeni

 

La consulenza nell’orientamento:

approcci metodologici e buone pratiche

in «Professionalità» n.65 settembre/ottobre 2001

 

Abstract a cura di Flavia Marostica

 

 

Progressivo diffondersi delle esperienze

Debolezza della storia dell’orientamento in Italia

Alcune esperienze assai significative.

 

Rischio che si diffondano modalità di intervento generico che non arricchiscono

Rischio che vengano abusate metodologie basate sulla motivazione della persona anche quando non ci sono tali prerequisiti.

 

Per evitare ridondanze, false attese, confusione di ruoli e per favorire la costruzione di un sistema integrato (soprattutto negli obiettivi) è necessario:

differenziare gli interventi lungo un continuum (dalla bassa alla alta specificità orientativa)

chiarire il contributo di ciascuno dei soggetti coinvolti

evitare sia eccessivi specialismi, sia eccessivi generalismi

distinguere tra figure professionali dedicate (impegnate soprattutto nella gestione di relazioni di aiuto), figure con competenze di orientamento complementari e figure portatrici di altre professionalità (in primis socio-economica)

 

Per attivare efficacemente un processo di orientamento (governo autonomo) è indispensabile sviluppare in un continuum adeguate competenze orientative.

 

Le competenze orientative «generali si sviluppano prevalentemente in età evolutiva (proprio perché rispondono a bisogni evolutivi); la scuola (e più in generale le agenzie formative) hanno una forte responsabilità nel raggiungimento di questo obiettivo, insieme alla famiglia; maturano sia attraverso esperienze spontanee in cui l’obiettivo consapevole non è quello di contribuire al processo di orientamento (ad esempio il rapporto amicale o le relazioni familiari) sia attraverso azioni intenzionali, finalizzare a sviluppare una <<mentalità>> o un metodo orientativo (per esempio, attraverso la didattica orientativa).»

 

Le competenze orientative specifiche si sviluppano solo attraverso interventi intenzionali: le azioni orientative. Ciascuna tipologia di azione risponde a bisogni specifici.

 

Nella pratica la consulenza orientativa si differenzia in diverse tipologie di aiuti:

consulenza breve, focalizzata sul compito (sia individuale che di gruppo)

counseling orientativo, counseling di carriera (in casi più complessi)

bilancio di competenze (lavoratori adulti).

Si tratta di un approccio al alta specificità orientativa, largamente utilizzato nei momenti di scelta.

 

Un polo (semplice)

Le attività di informazione orientativa (consultazione guidata9

Il sostegno alla ricerca del lavoro (preparazione del curriculum9

Il colloquio orientativo 1181

Posizione intermedia

I percorsi orientativi di gruppo

La consulenza orientativa breve

Un altro polo (complessità)

La consulenza come counseling orientativo, di carriera e

Come bilancio di competenze