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Home > Rete per l'orientamento > Gli accordi a livello regionale > Regione E. R. - Irre E. R. del 11 febbraio 2000


ACCORDO
TRA
REGIONE EMILIA ROMAGNA
E
IRRSAE EMILIA ROMAGNA

Delibera di Giunta 11 febbraio 2000

LA GIUNTA DELLA REGIONE EMILIA-ROMAGNA

Visti:

- il Protocollo di Intesa del 13.6.97, tra la Regione Emilia-Romagna, il Ministero della Pubblica Istruzione, il Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale, le Province e la Confederazione delle Autonomie Locali dell'Emilia-Romagna per "avviare nella Regione la sperimentazione di un sistema di governo a livello regionale e locale per il coordinamento delle politiche per l'istruzione e la formazione, nonché di un nuovo sistema integrato di istruzione scolastica, post-secondaria, di formazione professionale al lavoro e sul lavoro fondato sull'autonomia degli istituti scolastici e su uno stretto rapporto con il territorio ed il lavoro";

- l'art. 76 del dlg. 300/99 che ha trasformato gli IRRSAE in Istituti Regionali di Ricerca Educativa (IRRE), enti strumentali dell'Amministrazione della Pubblica Istruzione con personalità giuridica;

- la L.R. 10/99 "Diritto allo studio e all'apprendimento per tutta la vita e qualificazione del sistema formativo integrato";

- la L.R. 3/99 "Riforma del sistema regionale e locale" - Capo III "Istruzione e formazione professionale";

- il DPR 275/99 "Regolamento recante norme in materia di autonomia delle istituzioni scolastiche";

- la delibera del Consiglio Regionale n.1252/99, esecutiva a termini di legge, con la quale in materia di diritto allo studio si dettano gli indirizzi triennali e il programma annuale 1999/2000 in attuazione della L.R. 10/99;

Premesso che:

- la collaborazione intercorsa in questi anni tra la Regione e l'IRRSAE dell'Emilia-Romagna (di seguito IRRE/ER) ha prodotto risultati significativi nel processo di integrazione delle rispettive competenze istituzionali e nell'attuazione di progetti di carattere conoscitivo e culturale connessi allo sviluppo del sistema scolastico e formativo della Regione;

- le Regioni nell'attuale quadro normativo nazionale esercitano funzioni di programmazione, indirizzo, coordinamento, valutazione e certificazione in materia di integrazione fra i sistemi formativi;

- la costruzione a livello locale di un sistema formativo integrato, passa attraverso il riconoscimento e la valorizzazione di nuovi soggetti, a partire dagli istituti scolastici autonomi;

- tale processo deve tener conto delle esigenze formative emergenti riconducibili al nuovo obbligo scolastico e formativo, all'apprendistato, alla formazione superiore integrata, alla formazione permanente, che richiedono l'interazione tra tutti gli attori coinvolti: Enti Locali, Istituzioni scolastiche, Uffici scolastici locali, Enti di formazione e ricerca, mondo del lavoro;

- il nuovo assetto del sistema formativo integrato va sostenuto attraverso la predisposizione di azioni mirate ad agevolare la messa in rapporto fra i soggetti, istituzionali e funzionali, attivi nel processo di integrazione, con particolare riferimento all'esigenza di sviluppare su scala territoriale una rete di servizi e di opportunità che connetta gli Istituti scolastici fra loro, nonché con Centri di ricerca, Enti di formazione, Università, servizi per l'impiego;

Considerata l'esigenza di portare a tal fine a sinergia gli impegni e le attività di soggetti qualificati presenti sul territorio e disponibili a collaborare per la creazione del sistema formativo integrato, nel rispetto delle reciproche competenze;

Valutata pertanto l'opportunità di formalizzare il rapporto di collaborazione con l'IRRE/ER attraverso lo schema d'intesa allegato quale parte integrante del presente atto;

Rilevato inoltre che:

- la proposta di una nuova intesa tra la Regione e l'IRRE/ER trae origine dalla volontà di proseguire nelle relazioni e nella progettualità interistituzionali già avviate, alla luce del riconoscimento normativo dello stesso quale Ente finalizzato al supporto dell'autonomia delle istituzioni scolastiche attraverso attività di ricerca in ambito didattico-pedagogico e di formazione del personale della scuola;

- l'IRRE/ER rappresenta nel panorama regionale una importante risorsa tecnico-scientifica, in particolare per quanto concerne: la documentazione, la formazione, la ricerca e l'innovazione pedagogica, che contribuisce al rafforzamento e alla progressiva costruzione di un sistema formativo integrato di qualità;

Considerato che le parti si impegnano a collaborare alle elaborazioni concettuali ed alla definizione operativa di specifici progetti, mettendo a disposizione competenze e risorse adeguate ed operando anche attraverso la costituzione di gruppi di lavoro per la impostazione e realizzazione delle iniziative concordate;

Dato atto ai sensi dell'art. 4, sesto comma, della L.R. 41/92 e del punto 3.1 della deliberazione n. 2541/95:

- del parere favorevole espresso dalla Responsabile del Servizio Scuola, Università ed Integrazione dei Sistemi Formativi Dott.ssa Cristina Bertelli in merito alla regolarità tecnica del presente atto;

- del parere favorevole di legittimità del presente provvedimento espresso dal Direttore Generale alla "Formazione Professionale e Lavoro", Dott.ssa Cristina Balboni;

Su proposta dell'Assessore competente per materia;

A voti unanimi e palesi

delibera

1) di approvare sulla base di quanto citato in premessa lo schema di intesa tra la Regione e l'Istituto Regionale di Ricerca Educativa dell'Emilia-Romagna di cui all'allegato A parte integrante della presente deliberazione;

2) di dare atto che lo schema di intesa di cui all'allegato A, parte integrante della presente deliberazione, verrà sottoscritto dall'Assessore al lavoro, Formazione, Scuola e Università e dal Presidente dell'Istituto Regionale di Ricerca Educativa dell'Emilia-Romagna (IRRE/ER);

3) di dare atto che le Istituzioni firmatarie dello schema d'intesa concorreranno all'attuazione dell'accordo nel quadro dei rispettivi ordinamenti mettendo a disposizione, per la realizzazione di specifici progetti ritenuti di interesse comune, le necessarie risorse umane, strumentali e finanziarie.

ALLEGATO A

SCHEMA DI INTESA

TRA LA REGIONE E L'ISTITUTO REGIONALE DI RICERCA EDUCATIVA DELL'EMILIA-ROMAGNA (IRRE/ER)


SI STIPULA

la seguente intesa finalizzata a definire comuni campi di interesse e di intervento, per la costruzione ed il sostegno del sistema formativo integrato, in stretta correlazione con le politiche di sviluppo locale.

QUADRO DI RIFERIMENTO NORMATIVO

SOTTESO ALL'INTESA REGIONE-IRRE

L'ulteriore rafforzamento di un rapporto interistituzionale tra la Regione e l'IRRE/ER trae la sua motivazione dal nuovo contesto dell'autonomia delle istituzioni scolastiche e delle competenze recentemente attribuite al sistema delle autonomie locali sul fronte delle politiche formative, nonché dalla riforma della pubblica amministrazione in senso generale e della pubblica istruzione in particolare.

Il rilancio degli investimenti in tale settore è il contenuto di una ricca letteratura e normativa in campo europeo che attribuisce al sistema scolastico e formativo la capacità di realizzare valore aggiunto nell'attuale realtà economica, per la costituzione di una società democratica più avanzata. Il rapporto Delors infatti ha chiaramente indicato all'Europa la formazione come elemento strategico e concorrenziale con altre realtà tecnologiche e produttive; il rapporto Cresson ha sollecitato gli Stati membri ad occuparsi della formazione a tutto campo, per garantire il diritto di ciascuno all'apprendimento, lungo tutto l'arco della vita, compresi i soggetti più deboli e a rischio. Senza formazione, non si riesce a far fronte al mutamento di una realtà sempre caratterizzata dalla centralità della conoscenza.

La prospettiva europea dunque, che si manifesterà anche attraverso gli interventi progettuali e finanziari per i prossimi anni, è quella di rinforzare la strategia formativa attraverso un processo di integrazione, a livello internazionale, mediante l'intensificazione degli scambi, ma anche per quanto riguarda un rinnovato rapporto tra la formazione scolastica, professionale ed il mondo del lavoro a partire da quelle regioni e quei territori che più manifestano difficoltà, carenza di sviluppo.

La specificità dell'intesa risiede nella capacità di favorire l'integrazione delle competenze dei diversi organismi rappresentati al tavolo negoziale nel campo della formazione.

Tutto ciò a partire da un nuovo livello di rappresentanza e di governo del sistema sul territorio che in Emilia-Romagna trae origine dal Protocollo di intesa tra i Ministeri della P.I. e del Lavoro, la Regione stessa e la Conferenza delle Autonomie Locali del 13.6.77, che ha visto l'allora IRRSAE coinvolto come riferimento per aspetti di carattere tecnico - professionale e come consulente scientifico dell'intera operazione.

Il Protocollo ha anticipato la strategia innovativa che si sta compiendo attraverso un complesso quadro normativo fondato sull'assunzione di responsabilità locali e sull'esigenza che dalla qualità del sistema a livello locale si possa poi pervenire ad una qualificazione dell'intero servizio a livello nazionale e così alla sua confrontabilità ai diversi livelli sul piano internazionale.

La legge n. 59/97 apre questo nuovo scenario di compartecipazione centro-periferia; da essa trae origine il Dlg. 300/99 sulla riforma della pubblica amministrazione ed in particolare dell'amministrazione scolastica centrale e periferica, con il quale si propone il passaggio da una situazione di presidio centralistico della materia ad una maggiore flessibilità che vede nel livello nazionale funzioni di orientamento politico e di governo generale e nelle strutture periferiche supporti tecnico-amministrativi che rendano maggiormente efficiente il servizio e garantiscano il diritto allo studio ed alla formazione per tutti i cittadini.

Dall'altra parte il DPR n. 275/99 sancisce l'autonomia organizzativa e didattica degli istituti scolastici e favorisce la loro azione nell'ottica della qualità del servizio e della contrattualità formativa, sia per la costruzione del curricolo e l'organizzazione della didattica, sia per le attività integrative e complementari (di cui ai DD.PP.RR. nn. 567/96 e 156/99), sia per la formazione degli adulti (prevista dall'O.M. n. 455/97), che fanno della scuola un vero presidio pedagogico del territorio. Rimane fermo il principio dell'integrazione dei soggetti portatori di handicap (di cui alla L. 104/92).

Tra indirizzi generali e contrattualità sociale si inserisce l'attività di programmazione del servizio nonché materie ad esso connesse che vengono attribuite agli Enti Locali all'interno di linee di politica territoriale emanate dalle Regioni, indicate dal Dlg. 112/98. Recependo tale delega la Regione Emilia-Romagna ha disciplinato il complesso delle nuove competenze con la L.R. 3/99 in cui si prevede di rinforzare il valore del sistema scolastico e formativo regionale attraverso il principio dell'integrazione, sia tra scuola, altre agenzie, culturali, sociali e formative del territorio, formazione professionale e lavoro, sia tra pubblico e privato, secondo il principio di sussidiarietà, capace di incarnare la libertà dell'offerta e la pubblicità e la qualità del servizio. In tale contesto con la L.R. 10/99 agli alunni è garantito il diritto allo studio secondo le diverse occasioni formative, alle scuole e ad altre agenzie la possibilità di ottenere sostegni progettuali e finanziari, direttamente dalla Regione o attraverso gli Enti Locali per la qualificazione del servizio formativo nella sua più ampia accezione.

Tra scuola dell'autonomia e sistema formativo locale si delinea un circuito di qualità che va attentamente considerato e sostenuto anche mediante l'attivazione di Centri risorse territoriali che possano contribuire all'attività di ricerca didattica, di formazione del personale, di documentazione e informazione, di incontro e di orientamento.

Tale circuito è da collegarsi a livello nazionale con quanto attiene alle nuove modalità di governo e di valutazione del sistema nonché con la costituzione dell'Istituto nazionale di documentazione per l'innovazione e la ricerca educativa e con l'Istituto nazionale per la valutazione della qualità del sistema formativo e, più direttamente, con la realtà internazionale soprattutto europea. Un'intesa a livello regionale che attraversi direttamente e coinvolga le diverse competenze tecniche del sistema può sostenere i protagonisti anche con adeguate strutture locali di servizio.

Al fine di mantenere secondo la tradizione della nostra Regione, in detto settore, i collegamenti con i vari soggetti istituzionali e funzionali coinvolti, tale intesa dovrà tener conto delle nuove strutture periferiche dell'Amministrazione scolastica, al momento della loro costituzione.

Si tratta quindi di mettere a fuoco i possibili campi di interesse comune di intervento e di concordare la promozione di iniziative che possono alimentare la cultura e la pratica dell'integrazione fra i sistemi.

PREMESSO CHE

- Le Istituzioni firmatarie della presente intesa concorreranno all'attuazione dell'accordo nel quadro dei rispettivi ordinamenti, mettendo a disposizione, per la realizzazione di specifici progetti ritenuti di interesse comune, le necessarie risorse umane, strumentali e finanziarie;

- Esse si impegnano inoltre a fare ricorso ad ogni strumento utile ad assicurare il più efficace coinvolgimento dei vari soggetti interessati alla realizzazione degli obiettivi delineati dall'intesa e delle relative progettazioni, adottando un approccio rivolto allo snellimento procedurale ed alla semplificazione amministrativa;

All'applicazione dell'intesa provvedono di comune accordo l'Assessore regionale competente, o suo delegato, ed il Presidente dell'IRRE/ER, o suo delegato;

SI CONVIENE QUANTO SEGUE:

1. La collaborazione fra la Regione Emilia-Romagna e l'IRRE/ER verte sulle seguenti aree tematiche:

A. SUPPORTO ALL'AUTONOMIA DELLE ISTITUZIONI SCOLASTICHE

Conoscenza del sistema scolastico e formativo del territorio regionale, rilevazione di centri risorse, laboratori territoriali, reti locali e regionali, loro integrazione attraverso la programmazione regionale; formazione degli operatori.

B. ORIENTAMENTO SCOLASTICO/PROFESSIONALE

Diffusione della cultura e della pratica dell'orientamento, secondo gli strumenti e le metodologie già predisposte dalla Regione ed attraverso la sperimentazione di dispositivi nuovi particolarmente mirati allo sviluppo della intraprendenza personale, della percezione del sapere e dell'informazione come garanzia sociale, delle capacità di autovalutazione, in un processo formativo contro il rischio di esclusione, di dispersione e di abbandono, nonché come strategia di ingresso e di mobilità nella vita attiva e come misura di facilitazione e di accompagnamento dei rientri formativi in età adulta.

C. DIRITTO ALLO STUDIO

Indicatori di qualità e proposte di miglioramento, integrazione dei soggetti in situazioni di handicap, problematiche giovanili, disagio e prevenzione; sostegno all'inserimento formativo/occupazionale di utenze emarginate, con particolare riferimento agli immigrati extracomunitari; formazione a distanza.

D. INTEGRAZIONE TRA I SISTEMI

Obbligo scolastico elevato, obbligo di frequenza ad attività formative fino a 18 anni; formazione superiore integrata, formazione permanente; riforma dei cicli.

E. SCAMBI INTERNAZIONALI

Partecipazione a progetti dell'Unione Europea; cooperazione educativa e partenariati transnazionali; formazione in chiave europea dei docenti, degli operatori.

2. Gli interventi nelle citate aree tematiche potranno realizzare principalmente le seguenti azioni:

A. SUPPORTO ALL'AUTONOMIA DELLE ISTITUZIONI SCOLASTICHE

L'informazione e la documentazione in campo educativo assumono il ruolo di risorse indispensabili per promuovere, orientare e sostenere i processi di qualificazione della scuola, sia a livello di governo/gestione del sistema formativo, sia per favorire una migliore professionalità degli operatori.

La costruzione di una rete di Centri risorse e/o laboratori territoriali per gli insegnanti e per tutti gli utenti, bene articolata sul territorio regionale e finalizzata alla ricerca, alla formazione e alla documentazione, rappresenta un'opportunità significativa per sostenere i processi di innovazione, di sperimentazione e di formazione in servizio, nonché di partecipazione sociale.

Il passaggio fondamentale, attraverso cui tendere alla costruzione di una rete di centri risorse integrata a livello regionale, è individuabile nella valorizzazione e nel sostegno di sistemi di reti telematiche tra scuole, università e servizi territoriali, a partire delle esperienze di reti locali valutando costi/benefici in termini di hardware (dotazione) e software (formazione degli operatori), anche nella prospettiva di un'istituenda rete nazionale.

L'istituzione scolastica è davvero autonoma, quindi risorsa per il territorio, se tutti coloro che vi operano comprendono il significato e le opportunità dell'autonomia: azioni di informazione e diffusione rivolte alle famiglie, agli studenti, ai docenti.

B. ORIENTAMENTO SCOLASTICO E PROFESSIONALE

L'orientamento non solo come elemento regolatore del sistema delle uscite e dei rientri, tra il sistema formativo e quello del lavoro, in un rapporto persona-società a carattere permanente, ma essenzialmente come processo formativo continuo, in grado di contribuire alla costruzione della identità personale ed all'acquisizione della cultura del cambiamento.

Raccolta di esperienze significative per il territorio regionale e nazionale in esito allo svolgimento di attività di accoglienza, bilancio di competenze, tutoring, valutazione con particolare riferimento a quelle svolte da scuole ed enti di formazione.

C. DIRITTO ALLO STUDIO

Analisi sul fenomeno dell'integrazione scolastica, formativa ed occupazionale dei soggetti in situazione di handicap, elaborazione di misure volte a favorirla ed interventi in continuità, per superare la dicotomia fra le diverse istanze istituzionali competenti in materia.

Le azioni di quest'area dovranno farsi carico anche delle problematiche giovanili, favorendo l'accoglienza soprattutto nel primo impatto con le diverse realtà scolastiche (continuità educativa) dovranno facilitare inoltre le dinamiche comunicative e relazionali tra i soggetti protagonisti dei processi di insegnamento/apprendimento (Comunicazione) al fine di evitare la dispersione e la demotivazione, rendendo l'ambiente formativo positivo e gratificante (Prevenzione).

In tale contesto anche i problemi del disagio giovanile e dei soggetti a "rischio" andranno affrontati nell'ottica di un sistema formativo integrato che comporti l'intesa tra scuole, enti locali, aziende sanitarie locali e associazionismo del privato sociale.

Il diritto allo studio sarà maggiormente garantito dall'introduzione di nuove modalità di apprendimento "aperto" attraverso tutti i possibili meccanismi di trasmissione, in particolare attraverso risorse e servizi multimediali fruibili nei luoghi della formazione e dell'istruzione, nonché attraverso la predisposizione di servizi di apprendimento a distanza.

La promozione e l'offerta di servizi di istruzione aperta e a distanza, finalizzate all'introduzione delle nuove tecnologie e di nuovi media nel processo educativo, saranno sostenute da azioni condivise di formazione degli insegnanti, degli operatori e degli amministratori del sistema scolastico e formativo.

D. INTEGRAZIONE FRA SISTEMI

In considerazione della domanda di formazione che emerge in relazione ai nuovi bisogni sociali, culturali e professionali dei singoli territori e dell'esigenza di dare applicazione al diritto all'apprendimento per tutta la vita, a livello regionale e nazionale si intende sviluppare un'offerta di formazione permanente integrata per favorire l'adeguamento e l'ampliamento delle conoscenze e delle competenze delle persone. Va pertanto previsto il monitoraggio delle attività dei nuovi centri territoriali per l'Educazione degli Adulti, nonché le possibili relazioni con la rete dei centri di servizi all'autonomia delle istituzioni scolastiche.

Il coordinamento e la più stretta connessione tra i diversi soggetti che operano all'interno dei settori che afferiscono a quest'area sono indispensabili a garantire l'efficienza e l'efficacia del sistema scolastico e formativo, con particolare riferimento alla costruzione di un sistema di certificazione dei percorsi e dei crediti formativi basato su standard omogenei a livello nazionale e su unità capitalizzabili, condiviso sia dalla scuola sia dalla formazione professionale che dall'Università.

E. SCAMBI INTERNAZIONALI

Sviluppo di progetti che promuovono la cooperazione tra i sistemi formativi europei, la costituzione di reti transnazionali di scuole, gli scambi nella formazione dei docenti, nella prospettiva della qualificazione del patrimonio culturale, sociale e produttivo dell'Emilia-Romagna. Elaborazione di materiali.

3. DURATA

La presente intesa ha validità triennale e può essere, con l'accordo delle parti, modificata in qualsiasi momento e rinnovata alla scadenza.

Redatta in triplice originale, letta, confermata e sottoscritta.

PER la Regione Emilia-Romagna Assessore Regionale Lavoro, Formazione, Scuola, Università'
PER L'IRRE/ER Presidente Istituto Regionale di Ricerca Educativa Emilia-Romagna