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La situazione regionale

Vincenzo Gizzi - Agenzia del Lavoro Emilia Romagna

Ringrazio innanzitutto di essere stato invitato poiché ciò mi ha dato modo di partecipare ai lavori e in particolare a quelli relativi alla didattica orientatativa che è argomento centrale in merito all'orientamento nella scuola.
E' importante non dare un senso celebrativo al seminario di questi due giorni, ma concludere, conservando un atteggiamento operativo, che produca continuità nel lavoro iniziato qui, per il futuro.
E' opportuno contestualizzare, anche se in maniera schematica, il seminario all'interno degli obiettivi della Regione, in materia di orientamento.

Quali servizi di orientamento? "Informazione", "accompagnamento", "consulenza" rappresentano i "nuovi" ambiti di servizi di orientamento ovvero le "aree di attività" secondo il linguaggio proprio dell'accreditamento.
Il dibattito interno con i tecnici delle Province ed il lavoro di approfondimento condotto anche con la collaborazione di alcuni Consulenti di livello nazionale ci hanno portato ad individuare come principali aree di attività orientative quelle dell'informazione, della consulenza e dell'accompagnamento, sviluppando un'operazione di ecologia semantica finalizzata a individuare categorie omogenee capaci di ordinare aree di attività coerenti e inequivoche. La distinzione ha ispirato il contenuto delle tipologie di attività adottate dalla Giunta regionale con atto n.177 del 10/02/2003 e dei citati "Indirizzi".

Analisi e riclassificazione delle attività e dei servizi di orientamento alla luce della attuazione delle linee di intervento dell'FSE 2000-2006 e delle esigenze definitorie legate al processo di accreditamento dei soggetti che si candidano ad offrire servizi di orientamento.
Conseguentemente alla individuazione delle "aree di attività" riportate sopra stiamo conducendo un lavoro di analisi, descrizione e connotazione di ciascuna delle singole attività orientative e nelle loro diverse declinazioni nei sistemi (istruzione, formazione, lavoro) a partire dal sistema lavoro. Lo scopo di questa operazione è duplice. Innanzitutto favorire la qualità dei servizi erogati, creando una codifica comune a livello regionale cui corrispondano dei contenuti coerenti e condivisi. In secondo luogo permettere una offerta omogenea sul territorio, nei confronti dei "clienti", sia dal punto di vista delle definizioni dei "servizi", che dei contenuti degli stessi.

Gli standard di prestazione svolgono un ruolo cruciale nell'ambito del processo di accreditamento in corso di definizione. L'obiettivo previsto per il 2003 è quello di definire in maniera partecipata degli "standard di prestazione" che, a partire dai risultati del lavoro illustrato nel punto precedente, recuperino anche requisiti di processo, strutturali e soprattutto pongano al centro della "prestazione" l'operatore a partire dalla sua professionalità. La definizione di standard di prestazione legati al prodotto/servizio, piuttosto che al processo, è fondamentale sia per guidare gli enti "committenti" nella ricerca di soggetti "fornitori", sia per tutelare gli utenti che devono poter prevedere, e verificare dopo, in maniera trasparente il contenuto e il livello del servizio offerto. Il campo dell'accreditamento rimanda necessariamente all'utilizzo di risorsa pubblica in regime di concessione: al tempo stesso introdurre criteri e prassi di trasparenza e qualità sul mercato dei servizi per l'orientamento e per il lavoro ed è azione di grande respiro politico e culturale nell'attuale fase di apertura ai privati dei servizi di intermediazione, e dunque di orientamento.

La professionalità degli operatori. Rilevante in questo processo è la professionalità degli operatori di orientamento legata al tipo di servizio erogato. Attualmente i vari aspetti della professionalità legata alla erogazione dei servizi di orientamento sono compressi nel "profilo unico di orientatore". Lo sviluppo di qualunque sistema non può prescindere ormai dalla definizione e specializzazione delle figure professionali legate ai processi produttivi previsti. L'ISFOL ha avanzato una proposta in tal senso, di grande interesse, che prevede quattro profili professionali dedicati e che ha trovato un primo avallo tecnico dalla comunità professionale degli operatori dell'orientamento delle nostre Province con alcune riserve sulla salvaguardia della flessibilità dei servizi e dei percorsi di riconoscimento degli Orientatori attualmente in servizio. A questo punto è importante capire come una proposta di tipo tecnico possa approdare nelle giuste sedi istituzionali per iniziare il suo iter attuativo. Nel frattempo sarebbe interessante dare luogo a sperimentazioni, anche se locali e parziali.

Il percorso descritto si muove nella direzione della costruzione del sistema territoriale dell'orientamento, come Rete Policentrica Integrata nella quale ciascun sistema (la scuola, la formazione professionale, l'università, i servizi per il lavoro) espliciti la propria programmazione al fine di pervenire ad una mappa dell'offerta territoriale che renda possibile il coordinamento degli interventi e delle politiche attuate nelle diverse filiere da parte delle amministrazioni pubbliche competenti. In questa visione è strategico il ruolo delle Province per la programmazione e il coordinamento locale.

Le norme sull'accreditamento prevedono che le scuole siano accreditate ope legis in quanto l'orientamento è contenuto nella mission che il Ministero affida ad ogni Autonomia scolastica: allo stesso tempo ritengo che i nodi critici sopra riportati e le soluzioni metodologiche e amministrative che la Regione adotterà possano essere materia di riflessione e sperimentazione anche per la scuola poiché riguardano sotto vari aspetti comunque il tema della qualità.
In riferimento all'esigenza di contributi per porre in atto delle attività orientative nella scuola, negli "Indirizzi Regionali" in materia di scuola, formazione, lavoro vi è un passo che fornisce una iniziale risposta: "Possono essere finanziati progetti innovativi di sistema concernenti azioni di educazione alle opportunità professionali e di educazione alla scelta presentati da soggetti accreditati e da soggetti istituzionali che hanno competenza in materia di orientamento."
Nel momento in cui gli Indirizzi verranno resi operativi attraverso dispositivi attuativi sarà auspicabile poter disporre di idee e progetti innovativi anche alla luce del lavoro di questi giorni.


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