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Introduzione ai lavori del seminario
La scuola nella rete regionale dell'orientamento


Claudio Magagnoli- IRRE Emilia Romagna

1. Descrizione dell'iniziativa

Il presente seminario è organizzato all'interno di un progetto, approvato e finanziato dalla Regione Emilia Romagna che per ragioni di sintesi abbiamo chiamato RIRO, un acronimo che vuole focalizzare l'ambizioso obiettivo finale: la costruzione di una rete regionale dell'orientamento.
Nell'ambito di questa finalità generale di studio e sperimentazione delle condizioni organizzative, operative e tecniche per un più efficace coordinamento delle politiche di orientamento scolastico, professionale e lavorativo, questo progetto considera in particolare il sistema scuola.
La riforma del sistema scolastico avviata con la legge n°59/97, pur svolgendosi attraverso un percorso molto "accidentato", ha evidenziato l'importanza di azioni di apertura della scuola verso l'esterno ed il suo raccordo con altri sistemi, si pensi all'obbligo formativo.
L'orientamento, che si caratterizza sempre più come elemento centrale sia per i giovani sia per gli adulti in documenti programmatici anche a livello comunitario, vede una diffusa presenza di azioni di orientamento nelle scuole e nei centri territoriali permanenti della nostra regione.
Semmai, e questo motiva la presenza di questa iniziativa, manca tuttora una cultura di sistema nelle numerose azioni presenti che a volte provoca spreco di risorse e servizi non sempre efficaci per gli utenti.

2. Le ipotesi concettuali di riferimento

Il dibattito teorico sull'orientamento è stato nell'ultimo decennio molto intenso e nonostante la difficile traduzione nelle azioni orientative della ricerca, molte importanti acquisizioni teoriche sono rintracciabili sia in raccomandazioni e documenti comunitari sia nella legislazione nazionale e regionale. In particolare in questa sede, da questa ampia letteratura, ci sembra opportuno evidenziare le seguenti caratteristiche dell'azione di orientamento che sono alla base del progetto:

  • la natura processuale ed unitaria dell'orientamento, che accompagnando lungo tutto l'arco della vita la persona, necessita di collegamenti e non di separazioni tra i momenti dell'istruzione, della formazione e del lavoro;
  • la persona come protagonista della scelta cui, quindi, devono essere garantite, in un'ottica di "lifelong guidance" sviluppo di competenze ed informazioni, seguendo i ritmi di una vita professionale che sarà sempre più caratterizzata da frequenti cambiamenti
  • il riconoscimento della pluralità e diversità delle varie agenzie e dei vari luoghi di azione orientativa che amplia i luoghi di erogazione del servizio- non più solo affidata alle strutture specialistiche.

3. Le fasi di attività del progetto

Il progetto ha avuto inizio il 4 marzo 2002 e le fasi che costituivano l'intelaiatura dell'iniziativa, accanto ad un'azione di coordinamento trasversale al progetto integrato, sono quattro, comuni a tutti i progetti semplici: Definizione di ipotesi progettuali comuni, Analisi, Progettazione e sperimentazione, Definizione di linee di indirizzo per la committenza regionale.
Il progetto attualmente si trova nel pieno della terza fase "Progettazione e sperimentazione".
Tale scansione in fasi, dettata da esigenze di pianificazione delle attività, non è stata sempre coincidente con l'effettiva realizzazione delle azioni, è però opportuno richiamarla per una più completa conoscenza dello svolgimento del progetto.

Definizioni progettuali

Questa fase ha rivestito un ruolo cruciale nel progetto in quanto ha dovuto definire uno scenario di sfondo a carattere istituzionale all'interno del quale collocare le ipotesi da verificare nel corso della successiva fase di analisi.Tali ipotesi di sfondo sono state confrontate con testimoni significativi e policy-makers, in due seminari di lavoro a Bologna in giugno 2002 ed a Cesenatico in settembre 2002.

Analisi delle reti di orientamento nei vari sottosistemi

Si tratta dell'Indagine sui diversi territori provinciali dei soggetti, pubblici e privati, particolarmente significativi nelle diverse filiere dell'orientamento. Il risultato atteso è una mappatura qualitativa della situazione esistente che deve evidenziare, nella loro complessità, gli eventuali punti di forza e di debolezza della rete regionale, anche in funzione di una sua rivisitazione e di un suo miglioramento. La bozza di rapporto che viene presentata testimonia della ricerca sul campo, compiuta nei mesi di settembre, ottobre, dicembre, in 88 scuole della nostra Regione, che voi oggi rappresentate ed i cui primi risultati vorremmo discutere in queste giornate di lavoro.

Progettazione e sperimentazione

Alla luce degli elementi emersi dalla fase precedente, attraverso anche i risultati di questo seminario, ma anche di successivi momenti di discussione e studio (focus, ulteriori seminari e convegni) si valuteranno le risorse professionali umane, strumentali e tecnologiche, nonché le azioni di raccordo necessarie per un funzionamento a livello provinciale/locale di un sistema formativo orientativo integrato. Di strategica importanza, in questa fase del progetto, sarà anche la definizione delle eventuali azioni di formazione e/o aggiornamento nei confronti degli operatori.

Definizione proposte tecniche di supporto alle funzioni regionali

Con questa terza fase del progetto si vogliono proporre ipotesi tecniche di supporto per le funzioni regionali di indirizzo, regolazione, promozione sull'orientamento.

4. Risultati attesi e impatto al termine dell'attività

Si ritiene che con questo progetto le Scuole e i Centri Territoriali Permanenti della regione ER avranno la possibilità di:

  • operare confronti e scelte tra modelli differenti di orientamento
  • verificare l'efficacia e la significatività per gli allievi (giovani e adulti) di diversi modelli di orientamento
  • implementare le esperienze di orientamento già in atto
  • creare reti di collaborazione con soggetti esterni alla scuola e con servizi del territorio a vantaggio degli allievi
  • definire modalità comuni di orientamento all'interno di un quadro di regole condivise
  • costruire una cultura professionale comune all'interno di una chiara definizione di compiti e competenze.

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