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RIFLESSIONI CONCLUSIVE
Claudio Magagnoli
Le riflessioni di chi mi ha preceduto, mi facilitano
le conclusioni di questo seminario, perché molto è stato
già detto. Io sintetizzerei tre aspetti dei lavori e della prosecuzione
di questo progetto.
Il primo aspetto risponde ad una domanda che faceva prima Vincenzo Gizzi.
Noi siamo all'interno di un progetto che proseguirà per tutto
il 2003, e che ha come prossime tappe, la costruzione di connessioni
più stabili in materia di orientamento tra scuola, formazione
professionale, università e lavoro.
La scommessa sull'orientamento,a mio modo di vedere, è il passaggio
da una cultura di progetto che pure è importantissima,
a una cultura dell' orientamento sistematica al di là
del progetto. Purtroppo in questi anni ho visto numerosi ed interessanti
progetti che finivano perché non c'erano più risorse.
Ritengo che le attività, le azioni, debbano potere contare su
risorse stabili, mentre al contrario esse sono determinate dall'eventuale
aggiudicazione di bandi FSE. Se si ritiene l'orientamento, come abbiamo
detto in questi due giorni, un dato fondamentale della scuola, ma anche
degli altri sistemi, le risorse per l'orientamento devono diventare
stabili.
Questo è il primo aspetto su cui porre l'attenzione
Secondo aspetto. Si è parlato molto di ecologia semantica.
Io credo senza celebrazioni che in questa sede si sia cercato di condividere,
tutti, alcune parole chiave e ognuno di noi tornerà a casa con
alcune nozioni, e alcune parole che probabilmente avranno un significato
diverso rispetto a quando siamo arrivati.
Terzo aspetto, finale.
Da questo seminario sono emerse una serie di indicazioni, che riprenderemo
nel rapporto di ricerca conclusivo. Alcune prime ipotesi formulate dai
curatori dell'indagine hanno avuto un grande valore aggiunto dal confronto
con voi.
In effetti il questionario è una grandissima invenzione per la
ricerca sociale, ma i dati che si possono ricavare hanno necessità
di riscontri, non esistendo lo strumento perfetto. Quindi i vostri suggerimenti,
conferme, critiche saranno prese come necessarie integrazioni alle prime
interpretazioni.
In questa direzione vorrei riprendere un tema, già emerso ieri,
nel dibattito sulla possibilità di potere contare su risorse
esterne qualificate a supporto dell'azione della scuola. Perché
si possa concretizzare tale possibilità è necessario risolvere
due problemi.
Il primo è la questione dell'accreditamento. Nel caso
della scuola, se si debbono acquisire sull'orientamento risorse esterne,
è fondamentale sapere se ci siano delle persone qualificate,
delle strutture qualificate. Attualmente sull'orientamento, voi lo sapete
meglio di me, c'è la possibilità per tutti di aprire un
centro di orientamento, non c'è nessuna norma che in qualche
modo vieta a persone, anche al ciarlatano di più bassa lega,
di aprire un centro di'orientamento. Questo credo che effettivamente
sia un nodo da sanare. Riprendendo un discorso che faceva Vincenzo Gizzi,
accreditamento vuol dire anche riconoscimento delle competenze che ci
sono. Chi istituzionalmente fa orientamento e non è accreditato
dovrà, comunque, prevedere standard di servizio a cui comunque
attenersi.
L'altro problema, a cui accennava Luisa Pombeni, è un aspetto
complementare e riguarda la presenza di centri risorse sul territorio
chiaramente identificabili. Si parlava di rete, di strutture di coordinamento,
tecno-strutture dedicate, che in qualche modo promuovano queste azioni
di coordinamento, delle azioni di assistenza tecnica che forniscono
informazioni a chi opera su questo campo. Senza tutto questo credo che
anche l'integrazione rimarrà un po' così, una bella parola,
ma un po' vuota.
Io vi ringrazio di queste giornate, ritengo molto dense e produttive,
e spero di rivedervi presto in altre occasioni di lavoro.
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