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Sintesi Gruppo 3
LA VALUTAZIONE DELL'ORIENTAMENTO NELLA SCUOLA
Arnaldo Spallacci
In generale la valutazione delle azioni e degli interventi di
orientamento comporta problemi di significato, metodologici, di strumenti di
analisi, di non facile soluzione. Anche la valutazione dell’orientamento nella
scuola si caratterizza quindi come un’impresa problematica, considerando
inoltre le scarse esperienze concrete in materia, e la scarsa tradizione nel
mondo scolastico di una pratica valutativa che oltrepassi l’aspetto (peraltro
centrale) della valutazione degli apprendimenti degli allievi.
La teoria della valutazione si pone alcuni quesiti che devono
presiedere qualunque azione valutativa nel campo delle politiche e degli
interventi pubblici, dove possono essere collocate anche le azioni di
orientamento nella scuola.
- per chi valutare
- perché valutare
- chi valuta
- come si valuta
- Si ritiene in linea generale di valutare "per la scuola", intesa
nell’ottica della comunità scolastica, mentre non è emerso con chiarezza
come interlocutore-committente della valutazione la scuola intesa come
istituzione, impersonata dalla gerarchia (il Dirigente, il Ministero, la
Direzione scolastica ..).
- Si valuta per migliorare la qualità degli interventi, per rendere conto
all’utenza e alle famiglie della qualità delle azioni orientative, per
rendere consapevoli gli stessi insegnanti dell’efficacia del loro lavoro
nell’orientamento.
- Si ritiene particolarmente utile la valutazione effettuata dagli
operatori, ovvero dagli stessi insegnanti; si opta quindi per una
autovalutazione, perché ritenuta più efficace e formativa che una
valutazione esterna, che apparirebbe invece burocratica e poco
significativa.
- Le metodologie e le tecniche valutative sono molteplici, e doverle
scegliere e applicare è complicato soprattutto per chi ha poca pratica
professionale in materia. Si condivide il principio di sperimentare
valutazioni "leggere", che non appesantiscano la vita burocratica
della scuola, e soprattutto che possano essere condotte anche da chi non è
esperto particolarmente in materia. Considerando inoltre la molteplicità
delle tecniche valutative, nonché la loro differente complessità e
finalizzazione, si ritiene opportuno decidere – quanto meno nella fase
sperimentale – caso per caso quali criteri utilizzare. E’ emersa inoltre
la consapevolezza della difficoltà di valutare (es. in termini di
efficacia) azioni per le quali gli obiettivi siano stati definiti – come
frequentemente accade – solo in modo generico. Ma la difficoltà più
consistente sta nel fatto che gli esiti delle azioni orientative si
manifestano spesso solo nel periodo lungo, si diluiscono nel tempo, e
diventa così complicatissimo misurarne l’efficacia e ancora di più l’impatto.
Si sono così "simulati" due casi di valutazione di
interventi di orientamento nella scuola: il caso di interventi di
"accoglienza", il caso di azioni di "counselling
individuale".
Accoglienza.
Gli obiettivi generali dell’Accoglienza stanno nel
migliorare l’inserimento degli allievi nella vita della scuola, nel migliorare
il loro rendimento, nel favorire il loro riorientamento qualora avessero
compiuto scelte sbagliate.
Possibili strumenti di valutazione:
a) nel periodo breve, ovvero dopo gli interventi di
accoglienza
- interviste agli allievi sul gradimento del clima della scuola
- interviste agli insegnanti sulla qualità percepita degli interventi di
accoglienza
b) nel periodo medio-lungo, ovvero uno-due anni dopo gli interventi
- calcolo della dispersione scolastica (nell’ipotesi che un efficace
processo di accoglienza e di eventuale riorientamento migliori la qualità
dell’inserimento degli allievi nella vita della scuola, migliori la
qualità degli apprendimenti e quindi diminuisca la dispersione scolastica)
- verifica della congruenza delle scelte degli allievi
Counselling individuale
Gli obiettivi generali del Counselling individuale stanno nel
migliorare le capacità di decisone sul proprio futuro da parte degli allievi in
disagio scolastico
Possibili strumenti di valutazione:
a) nel periodo medio-breve, ovvero qualche mese dopo gli interventi
- interviste agli allievi sul miglioramento del loro stato personale, e sul
migliore inserimento nella vita scolastica
- interviste ai genitori degli allievi fruitori degli interventi sul
miglioramento dello stato personale dei figli, e sul migliore inserimento
nella vita scolastica
- interviste ai docenti del consiglio di classe degli allievi fruitori degli
interventi sul migliore inserimento nella vita scolastica dei giovani
b) nel periodo medio-lungo, ovvero un anno dopo gli interventi
- interviste agli allievi sul miglioramento della loro capacità di
scelta
- calcolo della dispersione scolastica (nell’ipotesi che un efficace
processo di counselling individuale e di eventuale riorientamento
migliori la qualità dell’inserimento nella vita scolastica, migliori
la qualità degli apprendimenti e quindi diminuisca la dispersione
scolastica)
- verifica della congruenza delle scelte degli allievi
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