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Home > RIRO' > Seminario di Bellaria 6 e 7 marzo 2003 > Atti > Arnaldo Spallacci, L'indagine sull'organizzazione


 
L'Indagine sull'organizzazione e gli interventi
di orientamento nelle scuole medie inferiori e superiori dell'Emilia-Romagna


Arnaldo Spallacci

Ambiti e metodologia dell' indagine

L’obiettivo generale del progetto di ricerca è consistito nell’esplorare lo stato attuale e le prospettive di medio termine dell’orientamento nel sistema scolastico secondario inferiore e superiore dell’Emilia-Romagna, con particolare attenzione alla tematica dell’integrazione e delle relazioni con soggetti esterni.
Una prima fase dell’indagine è stata condotta con metodologie quantitative, per disporre di un quadro sufficientemente (seppure non completamente) esaustivo dello stato dell’orientamento nelle scuole medie inferiori e superiori dell’ Emilia-Romagna. Tale fase ha privilegiato soprattutto la rilevazione delle "azioni di orientamento", ovvero delle attività - complementari a quelle disciplinari - che hanno come scopo la costruzione e lo sviluppo di conoscenze e competenze orientative specifiche, distinte quindi dalle attività di orientamento intrinseche agli obiettivi formativi della scuola, realizzate anche attraverso la "didattica orientativa".

L’organizzazione e le funzioni interne per la gestione dell’orientamento

L’indagine ha in primo luogo verificato la presenza nelle scuole di soggetti, funzioni, ruoli istituzionali delegati alla gestione delle attività d’orientamento.
Il referente (o coordinatore) delle attività di orientamento è presente in tutte le scuole intervistate, sebbene l’origine, e quindi il grado di formalizzazione, nonché il ruolo istituzionale di questa figura varino parecchio fra un caso e l’altro.

  • L’assetto più formalizzato (Tav.1) è quello che prevede la figura di un coordinatore dell’orientamento, nominato dalla scuola, con lo specifico ruolo di "Funzione obiettivo per l’orientamento". E’ la situazione in genere più diffusa fra le scuole intervistate, riguarda oltre la metà delle medie, ma solo poco più del 40% delle superiori.
  • La seconda situazione in ordine d’importanza (interessa circa il 20% delle scuole, in misura lievemente maggiore gli istituti superiori) è quella che prevede la presenza di un referente o coordinatore regolarmente nominato, ma che - a differenza del caso precedente - non è "Funzione obiettivo", nè per l’orientamento, né per qualunque altro compito.
  • Nella terza posizione si trova il caso del coordinatore dell’orientamento nominato dalla scuola, che pur essendo "Funzione obiettivo", non lo è specificatamente per le attività orientative. E’ la situazione caratterizzata dalla maggiore differenza fra scuole medie e superiori, in quanto interessa circa un quarto di queste ultime, e solo poco più del sette per cento delle medie.
  • Nella quarta posizione si trova circa il dieci per cento delle scuole, senza differenze significative fra medie e superiori: è il caso del referente nominato dalla scuola, ma che è al tempo stesso Vicario della Presidenza.
  • L’ultimo caso, del tutto minoritario (interessa solo quattro scuole, tre superiori e una media) è quello della assenza totale di formalizzazione della figura del referente dell’orientamento, che esiste come figura "di fatto", senza alcuna nomina ufficiale.

Tav. 1 - Presenza nelle scuole di coordinatori o referenti per l’orientamento

Il coordinatore o referente
Scuole Medie
Scuole superiori
Totale

Non esiste

0,0 0,0 0,0

E’ regolarmente nominato dalla Scuola (è Funzione Obiettivo per l’orientamento)

56,1 42,6 48,9

E’ regolarmente nominato dalla Scuola (è Funzione Obiettivo, ma non specifica per l'orientamento)

7,3 23,4 15,9

E’ regolarmente nominato dalla Scuola (è il Vicario)

9,8 8,5 9,1

E’ regolarmente nominato dalla Scuola (non è Funzione Obiettivo di nessun tipo)

17,1 21,3 19,3

Esiste, ma non è nominato dalla Scuola (svolge la funzione di Referente o Coordinatore "di fatto")

4,9 2,1 3,4

Altro

5,0 2,1 3,4
 
   

Totale

100,0 100,0 100,0

Il secondo "organo" per la gestione delle attività orientative di cui si è verificata la presenza nelle scuole, nonché le funzioni e la composizione, è la commissione orientamento. Si tratta di un organo che, sebbene molto diffuso, lo è di meno del referente-coordinatore. Quest’ultimo infatti, come si è appena visto, è presente in tutte le scuole, mentre la commissione orientamento lo è solo in 61 delle 88 intervistate (Tav.2). Fra le 17 scuole in cui attualmente non c’è la commissione (ma in sette di esse è comunque esistita nel passato) sono più presenti - seppur di poco – le medie rispetto alle superiori, mentre sotto il profilo territoriale tali scuole sono collocate soprattutto nella provincia di Piacenza (cinque casi), e in misura minore in altri territori provinciali (tre casi a Ravenna, due rispettivamente a Modena e Parma, meno nelle altre province).

Nelle scuole in cui la commissione esiste, è possibile distinguere fra il caso in cui essa è formalizzata (ovvero costituita con atto formale), e quello in cui invece è esistente solo "de facto". La prima situazione è più presente nelle scuole superiori, la seconda invece nelle scuole medie. In sintesi, la commissione orientamento è presente come organismo pienamente formalizzato in poco più della metà del totale delle scuole intervistate.

Relativamente al numero dei membri della commissione orientamento, il caso più frequente è quello di un numero ristretto di componenti, compreso fra uno e cinque persone: riguarda oltre il 60% delle scuole, specie le superiori. In una quota di scuole pari a poco più del 30%, i membri della commissione si collocano in un range compreso fra le sei e le 10 unità.

Le discipline d’insegnamento dei docenti membri delle commissioni sono quelle dell’area letteraria e dell’area scientifica nelle scuole medie (ma si rileva anche una discreta presenza degli insegnanti di educazione tecnologica); nelle superiori la situazione appare più diversificata, sebbene anche qui si ritrovano nella prima posizione i docenti dell’area letteraria, seguiti da quelli dell’area scientifica, ma si riscontra pure una consistente presenza dei docenti delle discipline tecnico-professionali specifiche dell’indirizzo di studi a cui gli istituti appartengono.

Tav. 2 – Presenza nelle scuole della Commissione orientamento

La commissione orientamento

Scuole medie
Scuole superiori
Totale

E’ presente e formalizzata (costituita con atto formale)

48,8
61,7
55,7

E’ presente ma non formalizzata (esiste solo di fatto)

29,3
21,3
25,0

Non è presente ma è esistita nel passato

7,3
8,5
8,0

Non è mai esistita

14,6
8,5
11,4
 

Totale

100,0
100,0
100,0

Le attività preparatorie e di supporto agli interventi orientativi

L’erogazione diretta degli interventi (o delle "azioni") d’orientamento agli studenti e alle studentesse rappresenta solo l’output finale di un articolato processo che coinvolge diversi soggetti ed organismi interni ed esterni alle scuole.

Le attività che stanno "a monte" (progettazione, promozione di contatti esterni, ecc.) e "a valle" (monitoraggio, valutazione degli interventi) dell’azione orientativa assumono importanza diversa nella vita interna degli istituti, con qualche differenza ricorrente fra scuole medie e superiori (Tav.3). Le attività più diffuse in tutti gli istituti sono due, ovvero la progettazione degli interventi (che occupa il primo posto) e la promozione e gestione dei contatti esterni. L’analisi di materiali prodotti da altri soggetti e lo studio di documenti, bandi, ecc. sono le attività preparatorie meno comuni (specie alle medie, mentre alle superiori sono più consistenti).

La complessità e la molteplicità delle attività preparatorie alle azioni orientative richiedono il coinvolgimento di numerosi soggetti interni alle scuole, che sono implicati in modo diverso, in base ai ruoli e alle funzioni da ciascuno svolte nella vita degli istituti in generale, e nell’orientamento in particolare, così come risulta dalla lettura della Tavola 4.

  • Il Dirigente scolastico è principalmente coinvolto, sia alle medie che alle superiori, in due attività: in primo luogo la promozione e gestione dei contatti esterni, in secondo luogo l’analisi di documenti, bandi, ecc. riferibili all’orientamento; per altre attività (progettazione, valutazione, analisi materiali orientativi) l’impegno del Dirigente è minore, seppure non irrilevante;
  • il Vicario ripropone, sebbene con minore intensità, le funzioni ricoperte nell’orientamento dal dirigente scolastico, occupandosi quindi di promozione e gestione dei contatti esterni, di analisi di documenti, di progettazione; la presenza del vicario in queste attività è in genere molto più alta alle superiori piuttosto che alle medie;
  • il referente (o Funzione obiettivo) per l’orientamento è impegnato intensamente in tutte le attività previste, in uguale misura alle medie come alle superiori; promozione dei contatti esterni e progettazione costituiscono le attività più frequentate, ma non è minore l’impegno per l’analisi di documenti, ed altre ancora;
  • la commissione orientamento è impegnata principalmente in attività complementari rispetto al dirigente scolastico: progettazione, valutazione, produzione di materiali orientativi e analisi dei materiali altrui costituiscono altrettanti terreni di lavoro prioritari; mentre la promozione dei contatti esterni e l’analisi di documenti e bandi (ambiti di lavoro specie del Dirigente scolastico) non sono attività delegate alla commissione orientamento;
  • è notevolmente minore - rispetto alle figure e agli organi esaminati finora – il coinvolgimento degli altri docenti delle scuole (esterni alla commissione orientamento) in tutte le attività, con l’eccezione della progettazione e produzione materiali che ne rappresentano il terreno di impegno maggiore;
  • gli esperti esterni costituiscono il gruppo con impegno minore fra quelli esaminati; sono coinvolti nel campo della progettazione e produzione materiali nelle scuole medie, mentre alle superiori l’impegno oltre che nella progettazione si manifesta nella valutazione delle attività

Il quadro sopra delineato degli impegni dei diversi protagonisti interni alle scuole in campo orientativo è nel complesso chiaro, nonché in certa misura prevedibile considerando i diversi ruoli istituzionali presenti nella scuola italiana, e testimonia la pratica di una divisione del lavoro abbastanza razionale e dai contorni definiti, e il coinvolgimento di una molteplicità di figure e ruoli. Tale affermazione trova riscontro in più casi: il Dirigente scolastico, e di rimando il Vicario, svolgono le funzioni relazionali e burocratiche - loro proprie - di promozione e gestione dei contatti esterni, di analisi di documenti, circolari, bandi, ed è conseguentemente minore il loro impegno per la progettazione degli interventi e per la produzione di materiali. Tali funzioni, più "prossime" alla fase d’erogazione finale dell’intervento orientativo agli studenti, sono coerentemente in carico alla commissione orientamento e ad altri docenti della scuola. La figura più coinvolta, sia come gamma di compiti che come intensità dell’impegno è il referente (o Funzione obiettivo) per l’orientamento, a cui quindi deve legittimamente essere riconosciuto il ruolo centrale da cui dipendono tutte le attività e le funzioni in campo orientativo. Ma anche la commissione orientamento e il Dirigente scolastico come si è visto sono molto presenti, e tutto questo testimonia come all’interno delle scuole le figure professionalmente più qualificate, con più esperienza, svolgono i ruoli chiave, e le risorse su cui si punta sono essenzialmente interne, mentre l’apporto esterno, come è testimoniato dall’impegno degli esperti, è in generale contenuto.

Tav. 3– Consistenza di fatto nelle scuole di diverse attività di preparazione e supporto all’orientamento

Scuole medie

Attività

Nulla o scarsa
Media o elevata

Promozione e gestione contatti esterni

17,1
51,2

Progettazione degli interventi orientativi

14,6
63,4

Valutazione e monitoraggio degli interventi

44,7
34,2

Produzione di materiali orientativi

25,6
28,2

Analisi di materiali prodotti da altri soggetti

25,0
30,0

Analisi e studio di documenti, bandi, circolari, ecc...

50,0
27,5

Scuole superiori

Attività

Nulla o scarsa
Media o elevata

Promozione e gestione contatti esterni

19,1
63,8

Progettazione degli interventi orientativi

4,3
67,4

Valutazione e monitoraggio degli interventi

39,1
26,1

Produzione di materiali orientativi

24,4
42,2

Analisi di materiali prodotti da altri soggetti

53,3
17,8

Analisi e studio di documenti, bandi, circolari, ecc...

26,7
40,0

Tav. 4– Chi svolge di fatto nelle scuole le diverse attività di preparazione e supporto all’orientamento

Scuole medie
Attività
Dirigente scolastico
Vicario
Referente Orientamento- Funzione Obiettivo
Commissione orientamento
Altri docenti(esterni alla Commissione orientamento)
Espertiesterni

Promozione e gestione contatti esterni

58,5
26,8
73,2
17,1
7,3
7,3

Progettazione degli interventi

22,0
14,6
61,0
65,9
19,5
22,0

Valutazione e monitoraggio degli interventi

34,1
14,6
56,1
51,2
12,2
9,8

Produzione materiali

0,0
14,6
43,9
56,1
29,3
29,3

Analisi materiali prodotti da altri soggetti

22,0
12,2
53,7
58,5
22,0
7,3

Analisi e studio di documenti, bandi

48,8
19,5
65,9
26,8
17,1
4,9

Scuole superiori
Attività
Dirigente scolastico
Vicario
Referente Orientamento- Funzione Obiettivo
Commissione orientamento
Altri docenti(esterni alla Commissione orientamento)
Espertiesterni

Promozione e gestione contatti esterni

63,8
38,3
76,6
31,9
17,0
6,4

Progettazione degli interventi

36,2
40,4
74,5
63,8
23,4
31,9

Valutazione e monitoraggio degli interventi

27,7
14,9
55,3
53,2
23,4
17,0

Produzione materiali

23,4
14,9
55,3
63,8
40,4
12,8

Analisi materiali prodotti da altri soggetti

27,7
17,0
55,3
42,6
17,0
6,4

Analisi e studio di documenti, bandi

59,6
25,5
63,8
29,8
19,1
8,5
             

Le attività di orientamento realizzate nelle scuole

Per rilevare le attività di orientamento realizzate negli istituti scolastici, si è predisposta una lista delle specifiche azioni - nella maggior parte comuni fra medie e superiori, in parte minore invece distinte - con una nota descrittiva di ciascuna di esse, allegata al questionario medesimo inviato alle scuole. Si è optato per una modalità classificatoria di questo tipo perché nel corso delle interviste di prova ci si è resi conto di come gli intervistati tendessero a sovrapporre e confondere interventi diversi, e questo per due ordini di motivi: in primo luogo per ragioni sostanziali, in quanto le azioni di orientamento sono talvolta realizzate in modo congiunto, con obiettivi quasi equivalenti, con strumenti affini, e non è sempre quindi facile distinguerle nettamente le une dalle altre; in secondo luogo per ragioni terminologiche, perché il linguaggio "codificato" diffuso fra gli operatori esterni (dei centri di orientamento, dei servizi per l’impiego, ad esempio), e in buona misura accolto in questa indagine, spesso non coincide con quello utilizzato all’interno della scuola.

Avere quindi selezionato e definito, ex ante, un certo numero d’azioni di orientamento fra quelle più comunemente svolte nelle scuole, ha consentito di effettuare – nonostante i limiti descritti – una prima rilevazione quantitativa degli interventi attuati nel sistema scolastico emiliano-romagnolo. I dati riportati nella Tav. 5, seppure rilevati con cura nei questionari, vanno letti ed interpretati ogni caso con cautela, in base alle considerazioni ora svolte.

Le scuole, oltre a dichiarare la realizzazione di ciascuna attività, dovevano valutarne la consistenza rispetto al complesso delle azioni di orientamento realizzate al proprio interno, specificare il personale coinvolto (distinto nelle modalità: interno, esterno, misto), nonché esprimere una valutazione della qualità dell’intervento. La lettura ed interpretazione della Tavola 5, data la molteplicità delle variabili riportate, risulta alquanto complessa, e converrà quindi procedere nell’analisi in modo distinto per ciascuna delle parti che la compongono.

La diffusione delle azioni

Nelle scuole medie (Tav. 5) le azioni più diffuse sono: gli interventi sulla conoscenza di sé e gli interventi di prima accoglienza (svolti quasi dalla totalità delle scuole intervistate), gli interventi sui percorsi formativi, il tutoring per la ricerca di informazioni e gli interventi di sostegno alla scelta del percorso personale; quelli meno diffusi risultano gli incontri con esperti del mondo del lavoro e gli incontri coi docenti delle scuole (ad esempio di scuole superiori). Nelle scuole superiori (Cfr. ancora Tav.5) le azioni più diffuse coincidono solo in parte con quelle delle medie, infatti si collocano ai primi posti gli interventi di prima accoglienza, il tutoring per le esperienze di scuola lavoro, gli interventi sui percorsi formativi, e poi – a "pari merito" – la consulenza breve, gli interventi sulla conoscenza di sé e gli interventi sul mercato del lavoro e le professioni. Le azioni meno diffuse sono gli incontri con esperti del mondo del lavoro (tale dato coincide con le scuole medie) e il tutoring per esperienze di area di progetto.

La consistenza delle azioni

La diffusione delle azioni, ora esaminata, dà conto solo della pura presenza degli interventi, ma nulla dice della loro consistenza, ovvero dell’intensità con cui vengono realizzati, della rilevanza cioè che assumono rispetto al complesso delle attività orientative interne alle scuole. Riguardo a tale dimensione, nelle scuole medie le azioni più consistenti sono gli interventi sulla conoscenza di sé e gli interventi sui percorsi formativi. Nelle scuole superiori sono più consistenti gli incontri coi docenti delle scuole e università e gli interventi di prima accoglienza.

Per cogliere in modo più preciso la rilevanza effettiva, il reale "peso specifico" di ciascun’azione, si è calcolato un "indice composto" che combina la presenza delle singole azioni con la loro consistenza all’interno delle scuole. Tale indice rivoluziona in certa misura le graduatorie ora esaminate delle variabili considerate separatamente, in quanto non è infrequente il caso di azioni diffuse, ovvero molto presenti nelle scuole, ma poco consistenti, perché svolte solo saltuariamente, per un numero limitato di ore, o per utenze particolari; così come – all’opposto - si dà il caso di azioni poco diffuse, ma che quando sono presenti acquisiscono nelle singole scuole un certo rilievo (ad. esempio sono svolte per molte classi, o per molte ore).

In base a tale classificazione, l’ "indice composto" nelle scuole medie pone ancora in prima posizione gli interventi sulla conoscenza di sé e gli interventi sui percorsi formativi; perdono rilevanza rispetto al dato della semplice presenza nelle scuole la consulenza breve e il counselling psicologico. L’attività meno rilevante è rappresentata dagli incontri con esperti del mondo del lavoro. Nelle scuole superiori l’azione più rilevante è quella risultata anche più diffusa, ovvero la prima accoglienza nella struttura scolastica. Nelle posizioni successive si trovano gli incontri con docenti di scuole e università, e il tutoring per le esperienze di scuola lavoro. All’opposto, le azioni meno rilevanti sono costituite dagli incontri con esperti del mondo del lavoro e dal tutoring per esperienze di area di progetto

Le risorse umane coinvolte nelle azioni

Relativamente al problema delle risorse umane impiegate nelle singole azioni orientative, dall’analisi della Tav. 5 è possibile individuare tre principali tipologie nella utilizzazione e composizione di tali risorse, distinte originariamente in interne, esterne, miste (queste ultime intese come mix di risorse interne ed esterne).

  1. Prevalente utilizzo di risorse interne. Nelle scuole medie l’attività con altissimo, quasi esclusivo, utilizzo di risorse interne, è la prima accoglienza nella struttura scolastica; utilizzano prevalentemente risorse interne, seppure in misura assai minore, le visite guidate in azienda e il tutoring per la ricerca di informazioni. Nelle scuole superiori l’attività ad elevatissimo (sebbene non esclusivo) utilizzo di risorse interne è, come per le scuole medie, la prima accoglienza nella struttura scolastica. Risultano inoltre ad elevato utilizzo di risorse interne anche il tutoring per le esperienze di area di progetto e il tutoring per la ricerca di informazioni.
  2. Prevalente utilizzo di risorse esterne. Nelle scuole medie l’utilizzo di risorse esterne è alto – sebbene non prevalente – in solo due attività, ovvero gli incontri con esperti del mondo del lavoro, e il counselling psicologico. Nelle scuole superiori le uniche attività che utilizzano in modo prevalente le risorse esterne sono costituite dagli interventi sulla conoscenza di sé e dagli incontri con esperti del mondo del lavoro. Altre azioni ricorrono in modo elevato – ma non prevalente – alle risorse esterne: si tratta degli interventi sui percorsi formativi, del counselling psicologico, e di quelli sul mercato del lavoro e sugli sbocchi professionali.
  3. Prevalente utilizzo di risorse miste. Nelle scuole medie l’utilizzo di risorse miste è molto elevato in un caso, cioè negli interventi sui percorsi formativi, ed è prevalente – ma non elevatissimo – negli interventi sulle professioni e in quelli sul mercato del lavoro e gli sbocchi professionali. Nelle scuole superiori l’utilizzo di risorse miste è prevalente in tre attività, cioè negli interventi sulla conoscenza di sé, negli incontri con docenti di scuole e università e negli incontri con esperti del mondo del lavoro. La modalità mista è comunque consistente pure in altre azioni (interventi sui percorsi formativi, counselling psicologico, ecc.).

La qualità delle azioni

Rispetto alla valutazione degli intervistati sulla qualità delle azioni: alle medie sono valutati di qualità migliore gli interventi sui percorsi formativi e gli interventi sulla conoscenza di sé, mentre si registra minore soddisfazione specie per gli interventi "esterni" di conoscenza delle professioni e per gli incontri con esperti del mondo del lavoro. Nelle superiori la migliore qualità viene riconosciuta agli incontri coi docenti delle scuole e università, e al tutoring per le esperienze di scuola lavoro. La minore qualità viene attribuita agli interventi di sostegno alla scelta del percorso personale.

Tav. 5– Attività di orientamento realizzate nelle scuole

Scuole medie
Attività
Svolgono attività
Consistenza Valore medio
Personale coinvolto
Valutazione qualità Valore medio

Prima accoglienza nella struttura scolastica

95,1
2,41
interno 94,9 esterno 0,0 misto 5,1
4,03

Consulenza breve

73,2
1,97
interno 53,3
esterno 6,7
misto 40,0
3,90

Counselling orientativo

80,5
2,24
interno 30,3 esterno 15,2 misto 54,5
4,03

 

Counselling psicologico

73,2
2,00
interno 20,0 esterno 43,3 misto 36,7
3,43

 

Interventi sulla conoscenza di sé

97,6
2,73
interno 45,0 esterno 7,5 misto 47,5
4,13

 

Interventi sui percorsi formativi

90,2
2,70
interno 16,2esterno 10,8misto 73,0
4,14

 

Interventi sulle professioni

75,6
2,13
interno 28,8esterno 16,1misto 58,1
3,23

Interventi sul mercato del lavoro e sugli sbocchi professionali

70,7
2,28
interno 24,1esterno 17,2misto 58,7
3,27

Interventi di sostegno alla scelta del percorso personale, all’elaborazione di un progetto per l'inserimento di studio o lavorativo

85,4
2,22
interno 37,1 esterno 11,4 misto 51,5
3,54

 

Tutoring per ricerca delle informazioni

87,8
2,25
interno 58,4 esterno 8,3 misto 33,3
3,47

 

Visite a scuole

78,0
2,43
interno 53,1 esterno 15,6 misto 31,3
4,03

 

Incontri con docenti di scuole

65,9
2,56
interno 33,3 esterno 22,2 misto 44,5
3,96

 

Visite guidate in azienda

70,7
2,03
interno 59,2 esterno 6,9 misto 37,9
3,41

 

Incontro con esperti del mondo del lavoro

61,0
2,04
interno 16,0 esterno 48,0 misto 36,0
3,28

Altro ( bilancio delle competenze; accompagnamento alla ricerca del lavoro….)

36,6
1,67
interno 40,0 esterno 6,7 misto 53,3
1,93

Scuole superiori

 

Attività

Svolgono attività

 

Consistenza

Valore medio

Personale coinvolto

Valutazione qualità

Valore medio

Prima accoglienza nellastruttura scolastica
100,0
2,45
interno 85,1 esterno 0,0 misto 14,9
4,11
Consulenza breve
87,2
1,90
interno 65,9 esterno 0,0 misto 34,1
3,76
Counselling orientativo
78,7
2,19
interno 17,9 esterno 16,2 misto 45,9
3,72
Counselling psicologico
74,5
1,97
interno 18,6 esterno 41,9 misto 39,5
3,69
Interventi sulla conoscenza di sé
87,2
2,10
interno 22,0 esterno 22,0 misto 56,0
3,71
Interventi sui percorsi formativi
91,5
2,21
interno 27,9 esterno 23,3 misto 48,8
3,83
Interventi sulle professioni
85,1
2,10
interno 22,5 esterno 35,0 misto 42,5
3,55
Interventi sul mercato del lavoro e sugli sbocchi professionali
87,2
2,15
interno 19,5 esterno 34,1 misto 46,3
3,61
Interventi di sostegno alla scelta del percorso personale, alla elaborazione di un progetto per l'inserimento di studio o lavorativo
76,6
2,06
interno 38,9 esterno 16,7 misto 44,4
3,06
Tutoring per ricerca delle informazioni
83,0
2,15
interno 71,8 esterno 0,0 misto 28,2
3,63
Tutoring per le esperienze di scuola lavoro e tirocinio
93,6
2,34
interno 63,6 esterno 2,3 misto 28,2
4,14
Tutoring per esperienze area di progetto
48,9
2,22
interno 73,9 esterno 0,0 misto 26,1
3,78
Visite a scuole e università
78,7
2,27
interno 69,4 esterno 2,7 misto 32,4
3,59

Una valutazione dell’orientamento. Punti di forza e di debolezza.

I punti critici così come quelli d’eccellenza riscontrati negli interventi d’orientamento nelle scuole sono stati raccolti in domande a risposta "aperta", per consentire agli intervistati la massima libertà d’espressione.

Le scuole medie indicano come punti di forza (Tav.6) in primo luogo la buona qualità tecnica degli interventi orientativi realizzati, e la loro diffusione a tutti i livelli all’interno delle scuole stesse; nella seconda posizione si trovano le competenze e lo spirito collaborativo dei docenti, e la collaborazione con altre scuole, con cui si lavora in una logica di "rete". Nelle superiori si hanno le stesse risposte delle scuole medie (qualità, diffusione e organicità degli interventi, collaborazione dei docenti), oltre alla buona qualità dell’integrazione con soggetti esterni (come la formazione professionale e il mondo del lavoro in generale).

I punti di debolezza sono distribuiti fra una gamma più ampia di motivi, ciascuno dei quali ha ricevuto però meno risposte dagli intervistati. Molti punti critici citati dalle scuole sono in realtà "speculari" rispetto ai punti di forza prima esaminati: nelle medie ad esempio vengono indicati fra gli altri lo scarso coinvolgimento degli insegnanti, il difficile rapporto con l’esterno (inteso come amministrazioni pubbliche), ed inoltre la scarsità e la rigidità del tempo dedicato all’orientamento, nonché l’insufficienza delle risorse finanziarie; nelle superiori, oltre allo scarso coinvolgimento degli insegnanti e degli studenti, si citano le inefficaci tecniche orientative, la limitata pratica della didattica orientativa e la scarsità di risorse economiche per i docenti.

Tav. 6 - Valutazione complessiva dell’orientamento nelle scuole

Scuole medie
Punti di forza  
Competenze, collaborazione ed impegno dei docenti, del Consiglio di clsse, dei referenti dell’orientamento
24,4
Buona strumentazione tecnica (anche sperimentale); buone tecniche orientative; utilizzo di personale tecnico esperto; diffusione ampia nella scuola degli interventi
68,3
Continuità degli interventi nel triennio
12,2
Collaborazione con scuole superiori, con altre scuole; lavori in rete
24,4
Integrazione, stage con formazione professionale, percorsi studio-lavoro
12,2
Rapporti costruttivi efficaci con il territorio; conoscenza del territorio
9,8
Coinvolgimento dei genitori
19,5
Partecipazione degli studenti
7,3
Integrazione con esperti esterni
2,4
Totale risposte
41

Scuole superiori

Punti di forza

 

 

Collaborazione dei docenti, del gruppo orientamento

23,4

Buona strumentazione tecnica; buone tecniche orientative, progettualità, valutazione, duttilità, inserimento organico nel POF

40,4

Diffusione dell’orientamento a tutti i livelli nella scuola, diversificazione interventi

25,5

Collaborazione con le scuole medie; continuità con le scuole elementari

8,5

Integrazione con la formazione professionale, con le aziende, con il mondo del lavoro, con l’università; stages

34,0

Apertura ai partners, all’esterno; rapporti positivi con amministrazioni varie; esperienze con il territorio

14,9

Coinvolgimento e disponibilità degli studenti

8,5

Buona qualità esperti esterni

8,5

Totale risposte

65

Scuole medie
Punti di debolezza  
Difficile coinvolgimento dei docenti, scarsa condivisione delle metodologie, poca formazione specifica
19,5
Mancanza di figure tecniche qualificate (psicologo)
4,9
Percorso orientativo limitato a non tutto il triennio
7,3
Scarsità di tempo e di flessibilità (orari e periodi prefissati) negli interventi di orientamento
17,1
Scarsità di risorse finanziarie
17,1
Scarsa continuità e rapporti con le superiori
9,8
Difficile rapporto con amministrazioni varie; scarsità di coordinamento territoriale; limitato rapporto con il territorio
19,5
Eccesso di vincoli burocratici e amministrativi
2,4
Difficile o scarso rapporto coi genitori/famiglie
14,6
Scarso effetto dell’orientamento sugli alunni e sulle famiglie disagiate
2,4
Difficoltà con alunni stranieri
2,4
Totale risposte
48

Scuole superiori
Punti di debolezza
Scarsa collaborazione e consapevolezza dei docenti, dei consigli di classe
19,1
Scarsa didattica orientativa. Scarsa pluridisciplinarietà
12,8
Scarse o inefficaci tecniche o metodologie orientative; scarsa progettualità; scarsa valutazione degli interventi
17,0
Scarsa diffusione dell’orientamento a tutti i livelli nella scuola, scarsa diversificazione degli interventi.
2,1
Scarsità di tempo per programmare e gestire le esperienze. Troppe attività, congestione, dispersività degli interventi
14,9
Scarsità di risorse umane interne (docenti) ed esterne (esperti)
6,4
Scarsità di risorse economiche anche per i docenti
17,0
Scarsa o inefficace integrazione con la formazione professionale, con le aziende; scarsa qualità degli stages o dell’alternanza scuola-lavoro; scarsa conoscenza del mondo del lavoro
12,8
Scarso coordinamento nel territorio, anche tra scuole. Mancanza di una rete
4,3
Difficile rapporto con le famiglie
4,3
Scarsità di tempo da parte degli studenti per seguire gli interventi
4,3
Scarsa disponibilità, interesse, coinvolgimento studenti
14,9
Difficile rapporto con le scuole medie
4,3
Inserimento inadeguato rispetto alle esigenze degli studenti
2,1
Totale risposte
64