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Il Sistema Scuola
Gaetano Domenici
Università di Roma 3
In Italia, mai come nel recente passato, le proposte legislative, ma
soprattutto gli interventi del governo, sia in forma di decreti, direttive
e atti di indirizzo, sia in forma di destinazione di risorse in favore
dell'orientamento nella scuola come nell'università, nella formazione
professionale sono stati tanto numerosi quanto pertinenti e aperti alla
progressiva definizione di attività e modelli orientativi efficaci.
E tuttavia le attività orientative quando vengono svolte, almeno
nella scuola, oscillano, ancora, tra l'offerta agli allievi dell'ultimo
anno di corso della formazione dell'obbligo e della secondaria superiore,
di pacchetti informativi sul mondo del lavoro, delle professioni e sui
possibili ulteriori percorsi di formazione, e la rilevazione degli interessi
di ciascun soggetto attraverso l'impiego di questionari "vocazionali"
e/o di test attitudinali.
Certo, entrambe queste forme rappresentano elementi di rilievo del processo
di orientamento che ogni struttura e/o azione formativa é chiamata
a svolgere, ma singolarmente prese postulano una scarsa o nulla modificabilità
di fondamentali caratteristiche umane, soprattutto quelle d'ordine cognitivo
ed affettivo-motivazionale ; intervengono quando risulta ormai inefficace
ogni azione di modifica intenzionale del quadro di riferimento individuale,
quando i "giochi" sono ormai compiuti. Esse possono acquisire,
invece, il valore che pure compete loro, solo se inserite in un modello
di intervento in cui venga massimamente valorizzata la componente formativa
dell'orientamento. Quella componente, cioé, in grado di promuovere
le condizioni migliori affinché per ciascuno e tutti gli allievi
abbia luogo -a partire dai primi anni di scuola- la costruzione dei
saperi oggi necessari per acquisirne di nuovi anche in forma autonoma
e per essere produttori e cittadini del proprio tempo, dunque per partecipare
e governare il cambiamento; la scoperta e/o la valorizzazione di interessi
e attitudini; la costruzione progressiva della propria identità
culturale e affettivo-relazionale oltre che di un proprio progetto di
vita; lo sviluppo della capacità di trattare e vagliare criticamente
le informazioni, nonché, se non soprattutto, di afferire alle
più importanti fonti informative; la capacità di assumere
decisioni consapevoli in presenza dei più disparati vincoli,
in una parola la capacità di sapersi orientare autonomamente
(auto-orientamento).
Un processo dunque che non può risolversi con interventi "sincronico-finali"
rispetto all'intera esperienza scolastica e formativa d'ogni soggetto,
o a segmenti unitari di essa (brevi o lunghi che siano), ma che può
aver luogo, invece, lungo tutto l'arco di quell'esperienza e, in forma
di ri-orientamento, anche durante la vita lavorativa di ognuno.
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