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Intervento Discussant

Vincenzo Gizzi
Regione Emilia Romagna

L’Orientamento riscuote un rinnovato interesse da quando la Unione Europea nel definire quale politica di riferimento il “Lifelong learning” ha introdotto e valorizzato la “Lifelong guidance”.
Progressivamente l’orientamento entra quale obiettivo integrato nella mission delle varie Agenzie educative, formative o di servizi alla persona inerenti il mercato del lavoro.
Tale importante innovazione rispetto al passato appare agevolata nei contesti, come il nostro, dove è stata realizzata nell’ultimo decennio una intensa produzione di metodologie, supporti, iniziative, analisi e riflessioni.
Al tempo stesso l’assenza di un quadro normativo di riferimento in materia di Orientamento, che ne ricomponga una visione organica pur nel rispetto e nella valorizzazione (integrazione) dei diversi soggetti del sistema educativo (scuola, università, formazione, lavoro) e delle rispettive specifiche mission, è ostacolo di non poco conto.
Razionalizzare, sistematizzare e potenziare l’Orientamento in concomitanza con l’elaborazione del P.d.L. regionale in materia di “Istruzione, Formazione e Lavoro”appare, pertanto, una opportunità irripetibile e prioritaria.
L’Orientamento, nel corso degli ultimi venti anni, si è andato progressivamente strutturando prevalentemente come un insieme di attività erogate in forma di “Servizi”ai cittadini che si presentavano allo sportello: giovani e studenti alle prese con la scelta del percorso di studi o con l’inserimento nel mercato del lavoro previa la frequenza a un corso di formazione professionale. I servizi di orientamento venivano posti anche a disposizione di scuola e formazione professionale attraverso un adeguamento nel sistema di erogazione dando luogo a un ibrido che nel tempo è stato definito”formazione orientativa”. In determinate fasi dell’attuazione del programma curricolare la scuola (prevalentemente alla fine e nei momenti di transizione) e la formazione professionale (prevalentemente all’inizio e nei percorsi fortemente flessibili) utilizzavano moduli di orientamento aggiornati secondo le specifiche necessità.

Due cambiamenti sostanziali impongono di ridefinire questo assetto.
Il primo consiste nel trasferimento di competenze che è avvenuto nel campo del mercato del lavoro a favore di Regione e Province, e del marcato accento che tali competenze hanno assunto sotto l’aspetto delle “politiche attive” allargando enormemente la platea dei clienti e allo stesso tempo la gamma dei servizi destinati ad un’area che si è andata delineando quale “orientamento-transizione-lavoro”.
Il secondo consiste nella chiara e legittima tendenza, anche se al momento poco supportata in termini formali, da parte dei soggetti erogatori di istruzione e formazione a riappropriarsi dell’orientamento a favore dei partecipanti con logiche più diffuse e orizzontali rispetto alla programmazione didattica, secondo una lettura corretta degli indirizzi della Unione Europea.
Infatti mentre l’orientatore costruisce il suo intervento sulla base di condizioni poste dal cliente quali tempi e disponibilità a intraprendere un percorso più o meno lungo in relazione all’urgenza del problema da risolvere (e dunque tende a progettare risposte brevi, mirate e specialistiche) il progettista della scuola o della formazione può contare su una presenza del partecipante molto lunga e dunque può utilizzare logiche di progettazione diffuse rispetto alle varie discipline e miranti maggiormente all’educazione alla scelta e all’individuazione e al rafforzamento delle risorse individuali investibili nei momenti di scelta e di transizione (risorse orientative-c.f.r. Prof.ssa M.L. Pombeni).
E’ opportuno distinguere , dunque tra Funzione di Orientamento e Servizi di Orientamento. La funzione è propria di quegli enti o istituzioni che hanno una mission educativa formativa o sociale e contemplano espressamente l’orientamento tra gli obiettivi previsti. L’istruzione e la formazione professionale in primo luogo riconoscono anche la valenza orientativa tra le loro finalità e quindi inseriscono l’obiettivo dell’orientamento all’interno dei programmi didattici. I servizi hanno l’orientamento quale unica e sostanziale mission e sono organizzati ed erogati in funzione dei diversi clienti che giorno per giorno si presentano allo sportello.
Per esercitare efficacemente una funzione di governo è opportuno individuare strumenti diversi in relazione ai due ambiti appena citati.
Per quanto riguarda l’istruzione lo strumento più efficace appare la convenzione (o l’accordo), con il coinvolgimento delle Autonomie scolastiche e delle Province , attraverso la quale definire i livelli essenziali di prestazione. Questi possono riguardare gli obiettivi orientativi specifici rispetto agli istituti di vario ordine e grado e altri standard quali ad esempio il coinvolgimento di testimonial provenienti dal mondo del lavoro o espressione delle parti sociali, e delle famiglie. Non sono al momento previsti profili professionali specifici per gli operatori.
Per quanto riguarda la formazione professionale lo strumento dedicato sono gli “indirizzi“nei quali si potrebbe riportare , tra i criteri generali , che la valenza orientativa è ”mainstreaming” e che ogni progetto formativo deve contenere obiettivi specifici di orientamento coerenti con le finalità del progetto stesso. In analogia con l’istruzione è possibile definire livelli qualitativi essenziali di prestazione.
La funzione di orientamento di fatto pone l’obiettivo di connaturare organicamente l’orientamento nell’ordinario programma di studi o di formazione restituendo a docenti e formatori un ruolo e una competenza che i migliori tra loro non hanno mai perso. Questo scenario apre un capitolo nuovo nei rapporti tra la Regione, le Province e le varie agenzie educative che deve essere supportato da specifiche misure di assistenza tecnica. L’esigenza che si pone consiste in un ampio processo di progettazione integrata tra gli attori della Scuola, della Formazione, delle Province, della Regione, dell’Ufficio scolastico regionale, dell’Irrer ecc. finalizzata innanzitutto all’orientamento nell’obbligo scolastico e formativo, all’impostazione di metodologie mirate ed omogenee al tempo stesso e alla formazione del personale. Inoltre le varie Agenzie , se necessario, possono sempre acquisire servizi specialistici presso i Centri di Orientamento accreditati o Centri per l’Impiego che ne eroghino.
I servizi di orientamento vengono disciplinati negli “indirizzi” assieme alle altre tipologie di azioni finanziabili e i principi ivi definiti sono cogenti non solo per gli enti in regime di concessione ma anche per quelli in regime di autorizzazione che accedono a finanziamenti pubblici . In regime di concessione operano gli Enti no-profit o comunque gli Enti che partecipano (perché ne hanno i requisiti) a gare e bandi pubblici.
In regime di autorizzazione operano i soggetti che svolgono attività di mercato attinente,fra l’altro, all’orientamento secondo la normativa vigente.
I Centri di Orientamento accreditati operano principalmente attraverso l’offerta di “ risorse e servizi” nei confronti delle altre agenzie (scolastiche, formative e sociali) e l’offerta di servizi e di opportunità nei confronti del cliente.
In allegato si invia la scheda relativa alla “Tipologia di attività finanziabile 01-Orientamento”

Accreditamento

Nell’ambito del nuovo modello regionale di accreditamento volto ad introdurre standard di qualità nell’erogazione di attività e servizi di natura formativa e orientativa, a parte gli standard strutturali tipici di una struttura di orientamento, quali lo spazio di accoglienza , la dotazione informativo/informatica e il collegamento in rete con banche dati dedicate, il nodo da sciogliere resta quello delle figure professionali degli operatori. La scelta fatta sino a questo momento è stata quella di tenere tutte le funzioni all’interno di un unico profilo. Le anticipazioni operate rispetto ai due progetti di ricerca condotti dal Ministero del Lavoro e attuati dall’Isfol, inducono a ritenere che vi possa essere una “declinazione“ sia per quanto riguarda le aree di competenza che per i livelli di competenza . Questa tematica è particolarmente delicata poiché è connessa con i contratti di lavoro che restano a tutti gli effetti di carattere nazionale sia per la Pubblica Amministrazione che per gli Enti di formazione no-profit. Dunque nella fase attuale l’unico vincolo a salvaguardia della qualità consiste nel riservare l’erogazione dei servizi delle tipologie di attività appena sopra esposte a operatori qualificati . Per quanto riguarda la “declinazione” delle professionalità inerenti l’orientamento, cui poco sopra si faceva riferimento, si prevede di poter fare anticipazioni utili per la nuova fase di accreditamento entro l’autunno con l’ausilio degli esperti presenti nel progetto “Rete istituzionale regionale orientamento”.
Occorre, inoltre, distinguere tra diversi tipi di soggetti che operano nell’orientamento al fine di modulare standard e modalità di accreditamento. In particolare si propone che siano soggetti ad accreditamento:

  • soggetti fornitori di servizi alla Pubblica Amministrazione (Province, Centri per l’Impiego ecc), qualora tramite appalto di servizio e con l’utilizzo di fondi pubblici forniscano risorse umane specializzate, che le Pubbliche Amministrazioni inseriscono nella propria organizzazione, oppure qualora forniscano servizi “chiavi in mano” anche mettendo a disposizione proprie strutture organizzative e logistiche.

Rientrano, altresì, i soggetti che si candidano su bandi della Regione e delle Province o partecipano a progetti finanziati da Enti pubblici fornendo servizi ad altri Enti non specializzati nell’orientamento in una logica di erogazione di servizi in rete integrata.
Si propone che non siano soggetti ad accreditamento:

  • i soggetti autorizzati, ovvero i soggetti che svolgono primariamente attività di intermediazione tra domanda e offerta di lavoro e per i quali le attività di orientamento hanno una funzione complementare. Sono in genere finanziati dalle imprese loro clienti. Qualora, tuttavia, tali soggetti si candidino nell’ambito di bandi provinciali e regionali per ricevere finanziamenti pubblici, devono essere accreditati per il servizio principale offerto, anche se non specificatamente per l’orientamento;
  • i soggetti che hanno istituzionalmente compiti di informazione/orientamento (i Centri per l’impiego, i Comuni attraverso gli Urp e gli Informagiovani, le Ardsu ecc.) che offrono servizi orientativi non specializzati ma attinenti soprattutto l’ informazione orientativa, i quali dovranno comunque rispettare i livelli essenziali di prestazione che dovranno essere definiti.