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Home > Indice RIRO' > Convegno di Cesenatico settembre 2002 >Maria Luisa Pombeni |
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Nuove tipologie di servizi e azioni:
ipotesi e proposte
Maria Luisa Pombeni Università di Bologna Introduzione Richiamo di alcuni presupposti condivisi nel seminario del 4 giugno 2002 a Bologna:
Specificità di questo contributo: le tipologie di attività/servizi
di orientamento in rapporto ai diversi sistemi.
La nostra attenzione si focalizza sulla distinzione fra funzione e servizio di orientamento, lasciando il problema delle azioni di sistema alla riflessione sulla rete e sui dispositivi di integrazione. Funzione orientativa La funzione orientativa è da intendersi come attività implicita nell’esercizio della mission prioritaria di un sistema. Non prefigura un’attività aggiuntiva, ma ha a che fare con un miglioramento della qualità dell’attività primaria del sistema (ed è solo quest’ultima a poter essere valutata). Non risponde a bisogni individuali, ma piuttosto ad obiettivi di programmazione differenziata per target (gruppi). La professionalità delle risorse del sistema (insegnanti della scuola, operatori o tutor F.P., tutor universitario, ecc.) deve essere garanzia della prestazione erogata. Questo non significa non prevedere azioni mirate di formazione/aggiornamento, ma esclude la necessità di figure dedicate per svolgere questa funzione. Ogni sistema dovrebbe essere in grado di svolgere autonomamente questa funzione, cioè non si deve prevedere un’integrazione con risorse di un altro sistema per coprire una funzione propria. L’integrazione può realizzarsi quando un sistema necessita della funzione orientativa svolta da un altro; ad esempio, nel caso in cui una scuola ritenga opportuno (per rispondere ad un qualche tipo di bisogno dei propri alunni) realizzare un’azione di socializzazione nei confronti di alcuni settori professionali può integrarsi con il sistema F.P. Esempi nel sistema scuola:
Esempi nel sistema formazione professionale:
Elementi di discussione:
Servizi di orientamento Il servizio di orientamento fa riferimento a due tipologie di attività:
Le due tipologie di attività/servizi:
All’interno dei diversi sistemi possono risultare importanti entrambe le tipologie di servizi. Non è detto che ogni sistema sia in grado di coprire autonomamente (con risorse economiche e professionali proprie) le due tipologie di servizi; è possibile che un sistema sia in grado di offrire ad un altro un certo tipo di servizio nella logica della valorizzazione delle competenze specifiche e dell’integrazione delle risorse all’interno della rete. Però sarebbe importante che ogni sistema (soprattutto quello scolastico e formativo) riuscisse a garantire con risorse proprie (e con i fondi della programmazione formativa) le attività di accompagnamento/sostegno in itinere rivolte ai propri utenti. E’ possibile che alcuni sistemi abbiano bisogno di “comprare” da altri sistemi competenti un determinato servizio; ad esempio, i centri per l’impiego “comperano” dal sistema F.P. un servizio di accompagnamento/sostegno all’inserimento lavorativo per determinati target sociali. Le due tipologie di servizi si possono configurare:
Alcuni esempi di attività già sperimentate nei diversi sistemi che sono riconducibili alle due tipologie di servizi appena delineate. Esempi nel sistema scuola: Sono riconducibili alla tipologia attività di accompagnamento/sostegno in itinere (teoricamente a carico del scuola), esperienze come:
Di fatto vengono rilevate:
Sono riconducibili alla tipologia consulenza alle scelte e ai progetti esperienze come:
Tale servizio non rientra nella mission istituzionale del sistema ma si configura come aggiuntivo rispetto alle finalità proprie della scuola. Non può che essere gestito con figure dedicate esterne alla scuola: o (in virtù dell’autonomia scolastica) attraverso contratti libero-professionali o (in una logica di rete territoriale integrata) attraverso un rapporto con i Servizi dedicati. Esempi del sistema università: Sono riconducibili alla tipologia attività di accompagnamento/sostegno in itinere:
Le prime sono a carico del sistema, mentre le seconde costituiscono servizi esternalizzati. Sono riconducibili alla tipologia consulenza alle scelte e ai progetti soprattutto i colloqui individuali connessi alla scelta della facoltà universitaria. Molte università hanno ormai attivato al proprio interno questo tipo di servizio dedicato. Manca, invece (in quanto la transizione al lavoro non fa parte della mission istituzionale accademica), un raccordo con servizi dedicati che all’interno della rete possano offrire un aiuto alla messa a punto di progetti professionali personalizzati. Esempi del sistema formazione professionale: Sono riconducibili alla tipologia accompagnamento/sostegno in itinere tutte le attività connesse con i percorsi formativi interni al sistema:
Sono riconducibili alla stessa tipologia di attività anche servizi di accompagnamento/sostegno all’inserimento lavorativo che il sistema F.P può mettere a disposizione di altri sistemi (è stato citato l’esempio dell’università, ma vale anche per i centri per l’impiego). Nel primo caso, poiché l’azione orientativa è collegata ad azioni formative, non si dovrebbe prevedere finanziamenti ad hoc; mentre nel secondo caso l’attività viene finanziata come servizio specifico. Nelle esperienze pregresse risulta meno diffusa l’esperienza di attività di consulenza alla scelta e ai progetti professionali attivati in quanto servizio dedicato autonomo da parte della F.P.; sono presenti piuttosto alcune esperienze di percorsi orientativi (integrati da colloqui individuali) nelle prime superiori in funzione della conclusione dell’obbligo scolastico o di percorsi di bilancio di competenze per disoccupati adulti. La gestione di questo servizio è strettamente connessa al problema del riconoscimento delle professionalità che verrà trattato in altra relazione. Qualora si configurassero (per qualche struttura del sistema F.P.) le condizioni di erogazione di questo servizio, tali attività potrebbero sia essere spese all’interno del proprio sistema sia messe a disposizione di altri sistemi (trattandosi di un know how strettamente connesso con il lavoro, si può pensare soprattutto ad attività di consulenza ai lavoratori). Esempi del sistema servizi per l’impiego: Le attività connesse all’accompagnamento/sostegno dell’esperienza lavorativa costituiscono il “cuore” di un servizio di orientamento in grado di rispondere ai bisogni della maggior parte degli attuali clienti dei centri per l’impiego. Attività possibili:
Pur essendo oggi in presenza di soluzioni molto diversificate per quanto riguarda le professionalità che erogano questo servizio si dovrebbe riconfermare l’importanza di figure dedicate. Le attività connesse alla consulenza alle scelte e ai progetti risultano oggi poco agite all’interno dei centri per l’impiego (dopo una prima fase di investimento illusorio); tale servizio risulta più adatto, e più richiesto, da target di clienti che attualmente risultano essere minoritari (occupati interessati ad uno sviluppo professionale, giovani inoccupati ad alta scolarizzazione, ecc.) ma nei confronti dei quali si rende invece necessaria una campagna di promozione da parte dei nuovi centri per l’impiego. Questa tipologia di servizio, svolta da figure dedicate che (contrariamente al servizio di accompagnamento/sostegno) difficilmente possono essere riqualificate con le risorse disponibili, è destinata ad ampliarsi e ad assumere la configurazione di un vero e proprio servizio dedicato di orientamento all’interno del CpI, soprattutto nel caso si preveda un forte investimento promozionale per ampliare il ventaglio di potenziali utilizzatori del servizio (studenti, laureati, lavoratori occupati, ecc.). Proprio le ultime considerazioni sulle due tipologie di attività/servizi che sono presenti nei centri per l’impiego, permettono di collegarci con il problema delle professionalità che verrà affrontato successivamente. Infatti dal quadro di esperienze in atto si evince che l’orientamento oggi viene realizzato attraverso un doppio contributo:
Non è da escludere che per queste figure:
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