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Produzione e gestione delle informazioni:
criteri e condizioni di efficacia
Andrea Trevisani
ASTER Risorse per lorientamento e il Lavoro
Introduzione
Linformazione nel processo di orientamento può
essere definita come una condizione di base per assicurare a
tutti i cittadini la possibilità di formulare scelte motivate
e consapevoli sui percorsi formativi e lavorativi.
Parlare di condizione di base significa avere chiaro che linformazione
non esaurisce il processo di orientamento, sia dal punto di vista
dellutente sia dal punto di vista delloperatore, ma che
tuttavia un adeguato patrimonio informativo è una pre-condizione
senza la quale le attività di consulenza orientativa perderebbero
la loro finalizzazione e la loro efficacia.
Il tema dellinformazione che negli ultimi anni era rimasto
sullo sfondo nel dibattito sullorientamento dopo aver conosciuto,
verso la fine degli anni 80, una forte attenzione - anche in concomitanza
dellapertura dei primi servizi informativi rivolti allutenza
giovanile (Informagiovani) ritorna oggi di grande attualità
a partire da alcune condizioni che hanno modificato profondamente il
contesto di riferimento e che possono essere richiamate da due parole
chiave: tecnologie dell'informazione e della comunicazione ed Europa.
Senza addentrarci in una riflessione approfondita sul tema delle tecnologie
dell'informazione va però richiamato come il sempre più
diffuso utilizzo di Internet e lo sviluppo di tecnologie web sempre
più sofisticate impongano un ripensamento profondo delle teorie
e delle pratiche di orientamento, soprattutto in relazione alle problematiche
e alle opportunità offerte dalle "nuove" tecnologie
sul piano della comunicazione e della diffusione delle informazioni.
La tecnologia web, infatti, rappresenta un potente "strumento"
da utilizzare e integrare nelle pratiche di orientamento che può
andare nella direzione di un potenziamento delle funzioni di pubblica
utilità e di sviluppo complessivo del sistema ma che produce
tanto un cambiamento radicale nel sistema di opportunità offerte
ai cittadini quanto un mutamento rilevante nelle pratiche professionali
degli operatori del settore, con la conseguente necessità
di acquisire nuove e più articolate competenze.
Un forte impulso in questa direzione è stato dato sicuramente
dalla riflessione e dalle decisioni assunte dalla Commissione Europea
che, intervenendo sulle tematiche relative all'istruzione e alla formazione,
già a partire dalla metà degli anni 90 segnalava come
"area di attenzione" delle politiche comunitarie la gestione
della informazione e in particolare il rapporto tra orientamento e tecnologie
dell'informazione e della comunicazione.
Dopo il Consiglio Europeo di Lisbona (marzo 2000) e le linee guida per
l'occupazione per il 2001 e il 2002 che chiedevano espressamente agli
Stati membri di creare e migliorare le banche dati sulle offerte di
occupazione e di formazione, nella prospettiva della loro interconnessione
a livello europeo, questa attenzione si è tradotta anche in atti
concreti: sia nella Comunicazione della Commissione "Realizzare
uno spazio europeo dell'apprendimento permanente" (novembre 2001)
sia nel "Piano di azione della Commissione per le competenze e
la mobilità" (febbraio 2002) si dà formalmente il
via allo sviluppo di un portale europeo sulle opportunità
formative (Ploteus).
Questo portale il cui prototipo verrà presentato entro
la fine dell'anno conterrà informazioni su tutti i livelli
di istruzione e formazione degli stati membri, dalla scuola dell'obbligo
all'istruzione universitaria e post-universitaria, dalla formazione
professionale all'educazione degli adulti.
Il coinvolgimento del Centro Risorse Nazionale per l'Orientamento
in questo progetto -essendo stato identificato dalla Commissione e dal
Ministero del Lavoro come il referente ideale nell'intervento di selezione
e classificazione delle risorse informative nazionali da mettere a disposizione
- ci ha permesso di partecipare in modo diretto al dibattito nazionale
ed europeo sulle banche dati relative alla formazione e di rilevare
come il tema della produzione/gestione delle informazioni costituisca
un problema cruciale in tutti i paesi, anche in contesti nazionali dove
maggiore e più strutturato è stato l'intervento pubblico
sui temi dei sistemi di informazione per i cittadini (ad esempio Francia
e Germania).
Un ulteriore elemento da richiamare per collocare correttamente le problematiche
relative alla produzione e gestione di informazioni nel processo di
orientamento è relativo ai cambiamenti - che avranno un forte
impatto anche in termini organizzativi - che si produrranno nel contesto
regionale sia a seguito delle scelte effettuate da diversi servizi provinciali,
sia in relazione ai contenuti del progetto di legge regionale che prevede
un'ampia diffusione e "decentralizzazione"dei servizi informativi
a livello territoriale.
Nella prospettiva indicata dal progetto di legge, la gestione delle
risorse informative - un processo articolato e complesso che comprende
tanto il reperimento, trattamento e diffusione di materiali informativi
esistenti quanto la produzione ex novo di materiali informativi adeguati
alle esigenze dell'utenza - e l'erogazione dell'informazione all'utenza
saranno funzioni che vedranno il coinvolgimento di un numero sempre
più vasto di soggetti diversi per storia, cultura "aziendale",
competenze e ambiti di intervento.
La presenza di una rete di servizi territoriali - direttamente afferenti
alle strutture pubbliche e/o in convenzione - e di una molteplicità
dei soggetti che sono e/o verranno coinvolti nel processo di erogazione
dell'informazione rimandano direttamente al tema delle "garanzie"
per l'utenza rispetto non solo alle modalità con cui verranno
offerti questi servizi ma anche alla correttezza/congruità
dei contenuti informativi proposti.
Non vi è dubbio, quindi, che a fianco delle problematiche che
possono essere ricondotte alla discussione sugli standard di erogazione
del servizio occorrerà interrogarsi anche sul nuovo ruolo
che lente pubblico, ai diversi livelli (regionale, provinciale),
dovrà assumere in materia di regolazione e governo di questa
"offerta informativa" diffusa.
I nodi critici
Gli elementi di contesto brevemente richiamati ci portano dunque a
esplicitare nuove questioni e problematiche ancora insolute che riguardano
la gestione efficace delle risorse informative in relazione a due diversi
aspetti:
- qualità
- contenuti e strumenti.
Va precisato che lambito della riflessione è circoscritto
al tema della produzione e del trattamento dellinformazione, lasciando
sullo sfondo il problema dellerogazione che implica problematiche
strettamente connesse con la ridefinizione del sistema e le competenze
degli operatori.
Qualità
Le caratteristiche del contesto generale di riferimento prima sinteticamente
richiamate - in particolare lo sviluppo delle tecnologie web da un lato
e la molteplicità dei soggetti che sono e/o verranno coinvolti
nel processo di erogazione dell'informazione dall'altro - rendono di
fatto urgente la definizione di criteri condivisi, sul piano
regionale, per la produzione delle informazioni destinate all'utenza.
In una prospettiva che vede sempre più soggetti impegnati non
solo nella fase di erogazione delle informazioni ma anche di produzione/adattamento
dei contenuti informativi, diviene cruciale rafforzare il ruolo di
garante della struttura pubblica nei confronti dell'utenza finale.
E' cioè necessario assicurare all'utente che l'informazione che
riceve in un luogo che viene associato e/o percepito come "pubblico"
- anche se gestito in convenzione da società private - risponda
a criteri di oggettività, "trasparenza"
e aggiornamento che rendono chiaramente identificabile questa
informazione come "altro" dall'informazione promozionale e
di immagine.
La conferma che si tratti di un argomento tutt'altro che secondario
e sul quale sarà necessario assumere decisioni anche in ambito
regionale, proprio nell'ottica di assicurare un servizio efficace per
l'utenza, viene anche dall'analisi dei comportamenti assunti a questo
proposito da quei paesi dove storicamente maggiore è l'attenzione
alle problematiche dell'orientamento e in cui questa problematica è
stata affrontata tanto indicando semplicemente delle linee guida
di riferimento (per la redazione di testi scritti, per lutilizzo
di internet, per il materiale video, per i software in autoconsultazione
sugli interessi professionali che incrociano informazioni sullutente
e informazioni sulle professioni) quanto giungendo addirittura alla
definizione di norme dettagliate e vincolanti.
Considerando ad esempio il caso dell'offerta formativa, è ragionevole
attendersi dal sistema regionale - le strutture centrali e le realtà
territoriali nel loro insieme - la definizione dell'insieme delle unità
informative che il servizio pubblico reputa necessarie e sufficienti
a descrivere lofferta in modo da mettere in grado lutente
di distinguere fra materiale informativo prodotto da un soggetto super
partes rispetto a quello prodotto (legittimamente e con fondi
propri) da ciascuna struttura educativo/formativa (es. nel depliant
della scuola può essere legittimo parlare di ambiente moderno
e confortevole ma i materiali informativi dellente locale
dovrebbero essere costruiti a partire da criteri verificabili).
Punti di discussione
Le attuali modalità di messa a bando delle attività relative
alla produzione di materiale informativo consentono allente pubblico
di svolgere la sua funzione di garante della qualità? E in caso
di ruolo forte dellente pubblico in qualità
di garante nei confronti dellutente quali opzioni sono praticabili
e attraverso quali percorsi?
Attraverso quali dispositivi garantire la gestione e laggiornamento
continuo delle basi dati (requisito indispensabile di uninformazione
di qualità) finanziate attraverso bandi pubblici?
E utile arrivare a definire degli standard "di prodotto"
sui materiali informativi, cioè, uno strumento che definisca
almeno:
- le unità informative che lente pubblico reputa necessarie
e sufficienti a descrivere compiutamente lambito su cui
si eroga linformazione;
- ladeguatezza del linguaggio comunicativo in funzione del target
e del supporto utilizzato (cartaceo, web, multimediale, ecc.)?
E sufficiente lattenzione dedicata fino ad ora nei percorsi
di formazione e riqualificazione degli operatori del nostro sistema
regionale allo sviluppo di competenze legate alla gestione delle risorse
informative?
Contenuti e strumenti
Il cuore dellinformazione orientativa, se si guarda alla
letteratura sul tema e allesperienza di realtà a più
lunga tradizione sui servizi di orientamento, sembra essere il tema
delle professioni. Anche l'indagine OCSE in corso di realizzazione
tematizza laspetto del miglioramento delle informazioni sulle
professioni come uno dei temi centrali per migliorare i servizi di orientamento.
Su questo aspetto anche lISFOL ha intensificato la produzione
mettendo a disposizione prodotti che pongono attenzione agli aspetti
comunicativi e alla fornitura di uninformazione di base sui diversi
settori economici.
A questo proposito può essere interessante considerare con attenzione
l'esperienza dell'ONISEP francese che, su una solida base informativa
relativa alle professioni gestita centralmente e "arricchita"
dalle diverse strutture territoriali, realizza molteplici prodotti (riviste,
libri, cd rom) destinati a target diversi proprio perché sembra
rappresentare una possibile modalità con cui rispondere a bisogni
presenti anche sul nostro territorio, bisogni che hanno portato molte
realtà provinciali a produrre "artigianalmente" proprie
banche dati o supporti informativi a partire dai prodotti in commercio
e da ricerche effettuate in proprio.
Resta aperto quindi, in questo contesto, il problema della dotazione
di un patrimonio informativo - stabile e aggiornato con continuità
- sulle professioni declinate a livello locale e correlate ai
diversi bisogni informativi di target di utenti (studenti della scuola
media inferiore, superiore, universitari, adulti, genitori, portatori
di handicap, ecc.).
Indissolubilmente connessi al tema delle professioni vi sono, ovviamente,
quello dell'offerta formativa - e dunque della disponibilità
di informazioni che illustrino i percorsi di accesso alle professioni
- e delle opportunità lavorative - le offerte del
sistema delle imprese e dei mercati locali -.
Questi due ambiti - che completano idealmente lossatura centrale
del patrimonio informativo necessario a svolgere efficacemente la funzione
orientativa, associando al cosa (la professione che si è
scelta) il come (i percorsi per l'accesso alla professione) e
il dove (il sistema delle imprese ed il mercato in cui si può
"esercitare") - rimandano inevitabilmente al dibattito e alle
riflessioni che ci hanno accompagnato in questi anni sull'adeguatezza,
la completezza e l'affidabilità dei sistemi informativi relativi
all'istruzione, alla formazione professionale e al lavoro.
A questo proposito, senza addentrarci nelle problematiche tecnico/operative
relative all'insieme dei sistemi informativi regionali su questi temi
che in più occasioni sono state già state oggetto di discussione,
vale la pena richiamare come la ricerca che abbiamo realizzato per rispondere
alle richieste della Commissione Europea abbia messo in evidenza le
difficoltà che praticamente in tutte le realtà regionali
si riscontrano nella predisposizione di sistemi informativi che gestiscano
informazioni - tanto sull'offerta formativa come sulla scuola o sul
lavoro - in un'ottica orientativa.
Proprio perché nessun sistema informativo regionale è
risultato di fatto essere in grado di fornire informazioni immediatamente
fruibili dall'utenza finale è importante riflettere su questo
risultato e cercare di capire quali possono essere le cause di una simile
situazione. E' improbabile, infatti, che un panorama così deprimente
dal punto di vista dell'efficacia informativa sia da ricondurre unicamente
allincapacità delle centinaia di tecnici ed esperti che,
praticamente in tutte le realtà regionali, sono stati impegnati
nello sviluppo e realizzazione di questi sistemi.
Con tutta probabilità, per affrontare la questione, occorre spostare
l'attenzione dalle problematiche tecniche/operative del singolo sistema
informativo (scuola, formazione professionale, lavoro) - problematiche
che pure richiedono interventi specifici per rendere più funzionale
il lavoro all'interno delle singole aree - e ragionare invece con maggior
precisione sulla tipologia e sulle caratteristiche delle informazioni
necessarie a supportare efficacemente l'attività orientativa.
Il patrimonio informativo che occorre considerare in un percorso di
orientamento è infatti il prodotto di un metasistema in grado
di connettere ed integrare efficacemente informazioni che provengono
dai diversi sottosistemi - il percorso "cosa, come, dove"
prima richiamato. Pertanto la realizzazione di un sistema "dedicato"
all'orientamento risente inevitabilmente sia delle problematiche relative
ai singoli sottosistemi (scuola, formazione e lavoro) sia dell'effettiva
possibilità di integrazione delle basi di dati che, a tutt'oggi,
sono stati sviluppati per rispondere ad esigenze informative di tipo
statistico e/o amministrativo.
Punti di discussione
Se è ragionevole pensare che il sistema informativo per lorientamento
sia costruito a partire da questi tre cardini: "cosa, come e dove",
quale modello organizzativo deve essere alla base di tale sistema in
modo che, da un lato, garantisca lesistenza di materiali sviluppati
su base regionale, dallaltro faciliti con criteri condivisi ladattamento/approfondimento
locale?
Partendo dal presupposto che esiste un sistema informativo regionale
su istruzione e formazione professionale e che ne è stata ripresa
l'attività di aggiornamento, pur permanendo ancora irrisolte
le problematiche relative allintegrazione:
- è utile dare nuovo impulso al lavoro avviato in ambito regionale
sul tema delle professioni implementando un sistema informativo di
riferimento dal quale sia possibile trarre gli elementi per la rielaborazione
di materiali diversi declinati (anche a livello locale) in funzione
di target di utenza diversificati?
- sul sistema informativo relativo alle imprese, in vista della riprogettazione
in ambito regionale del SIL, è possibile definire un insieme
di requisiti informativi che risulti essere immediatamente utili a
fini orientativi?
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